Le tv di partito e i colossi nazionali Rai, Mediaset e Sky sono stati risparmiati dai tagli del governo, e l’attacco a radio ed emittenti locali, che non potranno più beneficiare delle provvidenze dello Stato, è un attacco ai lavoratori e al pluralismo dell’informazione. Sulla vicenda che da giorni investe il mondo dell’editoria, si schiera anche l’Associazione della Stampa di Puglia. Nella nostra regione – ha spiegato a Bari il presidente Raffaele Lorusso – i lavoratori del settore sono 883, ma si sale a oltre 3mila considerando l’indotto, ed è giunto il momento di rivedere tutto il sistema che, oltre ai tagli delle provvidenze, deve fare i conti con i tagli ben più cospicui dei contributi Corecom, assottigliati di anno in anno. Sì alla riforma dell’editoria, partendo dagli Stati Generali, quindi, a patto che le parole d’ordine siano rigore e trasparenza. Tra i nodi da risolvere, anche la questione della raccolta pubblicitaria.
Giuseppe Pace





















