Il pesce si sa è la passione di molti, ma quello crudo in ogni sua forma, lo è soprattutto dei baresi. Anche quello giapponese. Il sushi e il sashimi spesso la fanno da padroni nelle serate all’insegna della gastronomia straniera, se non per gusto, almeno per moda. Ma quel sapore tanto ricercato, così come il pesce che si trova comunemente nei mercati, potrebbe nascondere qualche insidia, soprattutto per i soggetti allergici. La precisazione arriva dall’Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori, che ricorda come il parassita di 3 – 4 cm presente nel pesce crudo, l’Anisakis, può infestare praticamente tutti i prodotti ittici e provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell’intestino e dello stomaco. A questi rischi, però, se ne aggiunge un altro: l’allergia.
“Ci sono, infatti – dichiara il prof. Eustachio Nettis, responsabile dell’ ambulatorio allergologia del Policlinico di Bari – dei soggetti che possono risultare allergici al parassita. Questo causa problemi di varia natura, da quelli più leggeri fino allo shock anafilattico”. La legge prevede che i pesci consumati crudi debbano essere lasciati nel congelatore per 24 ore a -20 gradi. Ad uccidere il parassita anche le temperature superiori a 60 gradi.
“Eppure – continua Nettis – proprio recentemente uno studio avrebbe rilevato che anche le temperature elevate o il congelamento non sono sicuri al 100%, nel senso che il parassita potrebbe creare reazioni allergiche nei soggetti predisposti, anche dopo questo trattamento.”
Maria Luisa Troisi





















