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Attualità

16 luglio 2012 - 13:10

Il futuro di centinaia di famiglie a rischio a Ruvo di Puglia

Conferenza stampa ediliCooperative edilizie in debito di milioni di euro a Ruvo di Puglia? Stando ad alcune sentenze, parrebbe di sì, tanto che le forze politiche di minoranza si sono riunite per affrontare una questione che coinvolge 350 famiglie e l’attuale amministrazione di centrosinistra. Proprio quest’ultima, sarebbe sull’orlo del crack finanziario a causa delle indennità di esproprio da pagare ai proprietari dei suoli su cui sono state costruite le case di cooperativa negli anni scorsi. In pratica, il Comune deve ai privati circa 17 milioni di euro e, non avendo denaro, ha chiesto alle famiglie di mettere mano al portafoglio.

Ad essere in difficoltà sono centinaia di famiglie che abitano nelle diverse zone che, anno dopo anno, hanno costituito l’ampliamento di Ruvo di Puglia, in tutto l’anello dell’estramurale Pertini fino alla provinciale Ruvo-Terlizzi. Sono loro che rischiano di subire le conseguenze delle prime sentenze giudiziarie definitive arrivate da qualche mese sui tavoli dei responsabili comunali.

Tutto nasce tra il 1998 ed il 1999 con la possibilità da parte del Comune di poter espropriare i suoli con carattere d’urgenza per assegnarli alle Cooperative edilizie che ne avrebbero fatto richiesta. L’indennità di esproprio prevista dalla normativa regionale era all’epoca di 44mila lire, somma depositata dalle cooperative a titolo di acconto. I privati però, proprietari dei suoli, non hanno mai accettato quell’importo e hanno dato il via ad una serie di ricorsi giudiziari nei confronti del Comune. Da allora, oltre 12 anni di contenziosi hanno portato i suoli a prezzi incredibili: dagli 80 ai 300 euro al mq. Troppo per una casa in cooperativa. Alcune di quelle cooperative hanno risolto e definito il pagamento dell’indennità di esproprio trovando un compromesso con i proprietari. Le altre, 350 famiglie, sono rimaste in attesa. La prima sentenza è quella che coinvolge l’impresa Pellicani, che deve essere risarcita di 2 milioni e 300mila euro. Lo stesso importo del debito fuori bilancio approvato qualche giorno fa dal Consiglio comunale in seduta straordinaria per evitare l’intervento del commissario ad acta. Una seconda sentenza di 3 milioni e mezzo di euro è attesa e sta per dare il via a nuovi pignoramenti. L’unica soluzione a quanto pare è la trattativa tra Comune e privati. Intanto i protagonisti di questa vicenda non sono stati con le mani in mano. Tanti sono stati gli incontri in Prefettura a Bari per trovare una soluzione, tante anche le manifestazioni di protesta.

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