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Attualità

26 febbraio 2010 - 16:06

Decreto Milleproroghe, editori uniti contro il Governo

Fabrizio Lombardo PijolaUna mazzata terribile, forse un colpo mortale alla galassia di radio e tv locali sparse lungo la Penisola che ora, rischiano seriamente di spegnere le antenne e chiudere bottega per sempre. E’ questo lo scenario, tutt’altro che irreale, che si profila per le tante emittenti private dopo l’approvazione, anche al Senato, del decreto “Milleproroghe” che cancella i contributi per l’editoria. Niente provvidenze annuali, quindi, e un taglio netto a risorse indispensabili per abbattere le spese di gestione. Un duro colpo alla libertà e al pluralismo, che ha unito i sindacati Slc Fistel e Uilcom, Associazione della Stampa, Federazione Radio Televisioni e altri soggetti che temono soprattutto per le ripercussioni occupazionali. Uno scenario sconcertante e destabilizzante, dove anche la Rtp, il consorzio che raggruppa circa venti emittenti pugliesi, tra le quali Antenna Sud, ha preso una posizione decisa. In una lettera indirizzata al ministro Bonaiuti, Fabrizio Lombardo Pijola, presidente del consorzio e numero uno di Antenna Sud, annuncia forme di protesta e chiede di rivedere una decisione considerata incostituzionale che, oltre ai finanziamenti futuri, sottrae proditoriamente anche le risorse 2009, inserite in bilanci già chiusi. Sulla vicenda, che incide anche sulla campagna elettorale per le regionali, che proprio senza la voce delle piccole emittenti locali sarebbe svuotata e priva della risonanza alla quale invece ambiscono tutti i candidati, questa la posizione di Rocco Palese, sfidante del centodestra in Puglia alla poltrona di governatore e dell’avversario di centrosinistra, Nichi Vendola.
Su questa vicenda si è espresso anche Luca Montrone, presidente del gruppo Telenorba e dell’associazione ALPI Radio TV, che ha scritto una lettera agli altri editori. “E’ evidente – scrive Montrone – che non possiamo più contare solo sulla bontà e legittimità delle nostre ragioni, e per questo propongo di continuare a fare pressione sul governo affinchè risolva la vicenda. Inoltre – scrive Montrone – occorre richiamare Confindustria alle sue responsabilità, a difesa delle imprese televisive e degli interessi delle piccole e medie imprese, che hanno bisogno delle tv locali per crescere in questa congiuntura economica sfavorevole. Montrone invita poi gli editori a condividere la creazione di uno spot di protesta, da mandare in onda fino a quando il Consiglio dei Ministri non avrà varato un decreto soddisfacente”.

Giuseppe Pace

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