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Attualità

21 agosto 2012 - 17:55

Città di Bari Hospital, a rischio 330 posti di lavoro

Protesta ex Ccr davanti Regione PugliaLa Cbh (Città di Bari hospital) ha avviato le procedure per licenziare 330 dipendenti (su 950) nell’ambito di una riduzione di personale causato dal taglio del tetto di spesa alla sanità privata deciso dalla Regione. Ma sindacati e dipendenti non staranno a guardare ed in una riunione nella sede della Cisl hanno deciso di organizzare una grande manifestazione davanti alla Regione Puglia tra otto giorni e proclamare uno sciopero della fame.
Secondo i sindacati si tratta di licenziamenti che colpiranno trasversalmente medici, infermieri e personale ausiliario. “E’ un taglio pesante – ha detto Piero Boccuzzi, della segreteria territoriale della Cisl -. Agiremo, insieme con tutte le componenti sindacali, con determinazione su due fronti: coinvolgendo la Regione e chiedendo alla Cbh perché è previsto il licenziamento. Chiederemo anche i requisiti di accreditamento previsti dalla legge regionale. Prevediamo tensioni sociali anche perché la Cbh, dal 2010, dichiara bilancio in pareggio e anche in attivo. Inoltre, di tutte le strutture sanitarie, solo la Cbh ha deciso di avviare le procedure di licenziamento». Una decisione inspiegabile secondo i sindacati dal momento che la Regione, quest’anno, ha assegnato un milione e 600mila euro in più alla Cbh. Nonostante i tagli attuati attraverso la Spending review la Cbh ha ottenuto, sempre secondo quanto sostengono i sindacati, più risorse nell’ambito del fondo unico della Asl di Bari pari quest’anno a 111milioni e 600mila euro rispetto ai 137 milioni di due anni fa: il gruppo guidato da Max Paganini riceve circa la metà (51 milioni e 800mila euro) di tale disponibilità. Secondo i sindacati si tratta di un passo, quello del licenziamento di un terzo dei lavoratori, che sicuramente inciderà sull’equilibrio sociale se si pensa che 330 famiglie resteranno senza lavoro.

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