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Attualità

2 settembre 2010 - 20:45

Chi ha incastrato la sanità privata?

Consiglio regionale della PugliaLa cura dimagrante imposta alla Regione Puglia dal patto di stabilità si sta inevitabilmente ripercuotendo sulla sanità privata, in particolare su quella che offre servizi pubblici. In una parola sola quella convenzionata o accreditata che dir si voglia. La situazione non è delle più rosee. Aperti i procedimenti di revoca degli accreditamenti, per molte cliniche, l’attività finora svolta è in bilico. Alcune appartenenti al gruppo Villa Maria dell’imprenditore ravennate, Ettore Sansavini, potrebbero addirittura chiudere i battenti. E’ il caso di Villa Giustina a Molfetta e della clinica D’Amore a Taranto dove centinaia di persone a breve rischiano di essere mandate a casa. Il 21 ottobre prossimo, invece, è il termine ultimo entro il quale la Regione Puglia dovrà far sapere se il procedimento di revoca dell’accreditamento dell’Anthea di Bari, andrà avanti o se la documentazione fornita dalla clinica sarà ritenuta sufficiente per continuare a fornire servizi pubblici. Se non accadrà, 370 dipendenti dell’Anthea saranno licenziati. Gli imprenditori della sanità dicono di essere con l’acqua alla gola. Due giorni fa Sansavini ha interrotto il contratto con H2o, la società che presta servizi di sanificazione nelle cliniche del gruppo Villa Maria. Così anche i 300 dipendenti dell’H2O rischiano il posto di lavoro.
Anche nel settore della riabilitazione le cose non vanno meglio. Sono quattro le strutture che hanno avviato le procedure per la richiesta di cassintegrazione per 536 dipendenti. Si tratta del centro di riabilitazione Pierantonio Frangi di Acquaviva delle Fonti, uno dei migliori nel mezzogiorno, e delle strutture di Santo Spirito Aurea Salus srl, Riabilia e Villa Marica. Ma prima che si arrivi agli ammortizzatori sociali i sindacati hanno chiesto un tavolo di concertazione con l’assessore Tommaso Fiore per capire anche i progetti della regione nel campo della riabilitazione.
Ma i cittadini pugliesi si chiedono: perchè ci si è ridotti a questo? I budjet sono stati sforati, sì, ma perché? Qualcuno avrebbe dovuto controllare e se sì, chi, e perché non lo ha fatto?
Certo è che alla gente interessa sapere sin da oggi, chi erogherà quei servizi finora offerti dalle cliniche a rischio chiusura?
Una risposta agli utenti a questo punto sembra più che doverosa.

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