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Attualità

3 settembre 2010 - 14:15

Bufera dopo le dichiarazioni del procuratore capo di Bari, Antonio Laudati

Antonio Laudati“Non solo non è vero che c’è stato uno stop alle indagini sui reati patrimoniali, ma il senso di quell’appello era proprio il contrario: abbiamo risposto all’emergenza criminalità organizzata e non, con i pochi magistrati rimasti in servizio”. Corregge il tiro il procuratore capo di Bari Antonio Laudati. Le parole di martedì, riguardanti i reati di scippi e furti che non avrebbero avuto colpevoli perchè secondari rispetto alla mole di lavoro dei 27 magistrati in organico a Bari, hanno scatenato un vespaio di polemiche. “La maggior parte di questi reati – aveva detto Laudati – non avrà mai un condannato, nè un’indagine, rischiando di restare negli archivi delle forze dell’ordine e della Procura più a scopi statistici che investigativi. Del resto con i pochi pm a disposizione, si è costretti a fare delle scelte”.  Proprio a seguito di queste affermazioni, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, anche “alla luce degli ultimi episodi di criminalità verificatisi nei giorni scorsi nei quartieri San Paolo e Japigia” ha chiesto al prefetto, Carlo Schilardi, la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica alla presenza del procuratore Laudati. Il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, invece, richiama il procuratore all’ordine ricordandogli che “è indispensabile che l’azione di repressione dei reati venga sempre condotta con la massima perseveranza, anche in presenza di inevitabili difficoltà organizzative, al fine di non contravvenire al vigente principio costituzionale della obbligatorietà dell’azione penale”. Secondo il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, invece, le parole di Laudati devono servire a scuotere le coscienze. “Non c’è ragione di temere un calo di attenzione sul fronte della criminalità, mi auguro fortemente comunque che l’azione sinergica delle istituzioni colga la drammaticità dell’appello formulato dal procuratore”.

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