E’ possibile con soli 35 euro acquistare per ogni figlio libri di testo, zaino e diario? All’Istituto tecnico industriale Majorana di Brindisi sì. In che modo? Facendo scrivere i libri di testo dai docenti che rinunciano ai diritti d’autore e stampano i testi a scuola. Costo di ciascun libro? 5 euro. In questo modo le famiglie, costrette ogni anno a fare i conti con il caro scuola e l’acquisto dei libri, possono risparmiare 250 euro a figlio. L’idea, nata e applicata già l’anno scorso dal dirigente scolastico dell’Itis Salvatore Giuliano, è diventata capofila in Italia. Sono già 14 le scuole del Belpaese che hanno aderito al progetto “Book in progress” e tra queste, l’istituto di Busto Arsizio , nel Varesotto che si è vista già recapitare 3500 copie dei preziosissimi ma economicissimi libri. L’iniziativa, segnalata da Federconsumatori, è stata approvata dal Ministero che ha visionato i testi autoprodotti al Majiorana e oltre ad aver inviato un encomio alla scuola brindisina, ha anche allegato un assegno di 10mila euro per incentivare il progetto. Ma il Majorana di Brindisi non si ferma qui. Perchè l’Itis si è inventato il “Net in progress”, primo progetto di questo tipo in Europa.
I libri scritti dai docenti della scuola saranno contenuti in una pen drive da utilizzare con un pc portatile che l’Istituto metterà a disposizione delle famiglie al costo di circa 350 euro. Il pc sarà di proprietà degli alunni che dovranno portarlo a scuola ogni mattina perchè le lezioni si terranno tramite bluetooth e lavagna interattiva. Le lezioni finiranno in rete così anche chi è malato potrà seguirle. In conclusione, con 350 euro ogni studente avrà il suo netbook, la pen drive con i contenuti didattici e i libri stampati dalla scuola da tenere a casa per lo studio inteso in senso classico. Contattate le famiglie, avuto il loro placet, l’Istituto Majiorana è pronto per le lezioni hi tech. La scuola del futuro comincia da Brindisi.
Maria Luisa Troisi






















[...] il progetto Book in progress sembra un segnale positivo con casi eccellenti come quello dell’ITI di Brindisi che è andato oltre: con il progetto “Net in progress” i computer finiscono [...]