Carbonio, alluminio, silice, ferro e titanio. Ua ricca gamma di metalli pesanti, trovati a livello polmonare e linfonodale in alcuni bovini nati e allevati nell’area di Taranto. La scoperta è di alcuni studiosi dell’università di veterinaria di Bari e dei colleghi della Federico II di Napoli, che nel 2009 hanno pubblicato uno studio circa il campionamento effettuato tra il 2004 e il 2005 su 183 bovini che respirano l’aria che si trova nella zona industriale. Ebbene, secondo i numeri, ben un terzo, 60 animali, presentava lesioni marcate dovute proprio al deposito di metalli pesanti a livello polmonare e linfonodale. A dare impulso alla ricerca, Anna Morelli, di Massafra, specializzanda in ispezione degli alimenti di origine animale nell’ateneo pugliese, che sulla questione del rischio ambientale nel capoluogo jonico aveva dedicato la tesi di laurea. “Nessun rischio per le carni, perchè i controlli sono rigorosi e gli organi dei bovini analizzati non rientrano tra le parti destinate all’alimentazione umana – ha precisato telefonicamente – ma quanto emerso dalla ricerca ha stupito anche noi”.
Giuseppe Pace





















