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Ambiente

21 luglio 2012 - 16:06

Bari, la lama che rischia di scomparire

Lama contrada CutizzaTriggiano, lama Cutizza: com’era fino a qualche tempo fa e com’ è oggi. Quel solco carsico destinato a far scorrere le acque piovane confluenti dai comuni di Cellamare, Capurso e Triggiano, rischia di scomparire. A far svanire la sua fondamentale funzionalità idraulica, la mano dell’uomo con le conseguenti ripercussioni in termini ambientali.
A denunciare la situazione è il barese Nicola De Toma, storico ed esperto di queste tematiche e Adele Dentice del Movimento per il Bene Comune.
In questo tratta della lama, come vedete, un tempo c’erano alberi secolari di mandorlo, ulivo e carrube, e ancora storici tratturi e tre storici trulli. Due già non esistono più, il terzo, l’ultimo, sarà presto abbattutto. Per non parlare dell’estinzione di alcune specie di animali come ricci, donnole, volpi e rane. Tutto questo per lasciare spazio alla costruzione di un percorso che collegherà la strada Adriatica con la statale 16. La strada sarà destinata a diventare percorso privilegiato per le ambulanze dirette all’ospedale Fallacara di Triggiano, con ogni probabilità destinato alla chiusura come previsto dal piano di riordino ospedaliero.
Dunque nuove strade, nuove costruzioni che metterebbero seriamente a rischio la stessa funzione della lama e quindi il grande rischio di inondazioni
E pensare che, secondo Nicola De Toma, una parte della lama già non esiste più poichè al suo posto sono già state costruite a Triggiano una scuola, una caserma e una chiesa.

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