Acireale-Bari limitata a 50 tifosi baresi

Condividi

Saranno solo 50 i baresi che potranno assistere al match di Acireale. La Prefettura di Catania ha disposto il provvedimento per la partita in programma domenica alle ore 14.30 allo stadio Tupparello. Una scelta contestata in una nota ufficiale dall'Acireale Calcio: “Niente ponte, Niente Stato, Niente Calcio. Da pochi minuti ci è stato notificato un provvedimento con il quale il Prefetto di Catania ha vietato ai tifosi Baresi la partecipazione alla partita tra Acireale e Bari, prevista per domenica 4 Novembre 2018 allo stadio Tupparello. La società ritiene tale decisione assurda ed ingiustificata oltre che incomprensibile ed immotivata. Tale decisione mortifica, infatti, una intera città che ha atteso per 24 anni gli amici Baresi al fine di suggellare in campo, allo stadio Tupparello, la lunga amicizia sportiva che lega le due squadre: Acireale e Bari. Non esistono problemi di ordine pubblico, poiché le tifoserie sono amiche e non esistono problemi di carattere strutturale, poiché lo stadio è perfettamente agibile. Non è possibile nascondersi dietro il falso problema di alcuni scontri verificatisi in prossimità dei traghetti tra tifosi messinesi e baresi. Crediamo, infatti, fermamente che lo Stato debba garantire la continuità territoriale e da cittadini siciliani non possiamo in alcun modo accettare di essere penalizzati dalla mancanza di infrastrutture di collegamento. I danni di tale incomprensibile scelta per il territorio acese, la comunità barese e la società tutta sono ingenti e riguardano tanto l'aspetto sociale quanto l'aspetto economico. Il nostro pensiero verrà manifestato al Prefetto di Catania, al Questore di Catania, al Presidente della Regione Siciliana e al Ministro degli Interni per invitare le Autorità a rivedere e modificare la loro posizione anche in considerazioni degli eventuali problemi di ordine pubblico che potrebbero verificarsi nell'ipotesi in cui la tifoseria barese decida ugualmente di raggiungere Acireale senza alcun controllo. Rappresentiamo inoltre di non essere mai stati sentiti al riguardo dalle autorità competenti”.

Nessun commento ancora

Lascia un commento