Scuole pubbliche pugliesi, 57% senza agibilità. Le istituzioni? Mandano ispezioni alle paritarie

BARI di Redazione AntennaSud

 

 

ll 57% degli edifici scolastici pugliesi, più della metà quindi, non possiede la certificazione di agibilità. La fotografia scattata dal rapporto di Cittadinanza Attiva sull'edilizia scolastica pubblica in Puglia, desta molta preoccupazione.

Sette dei 112 crolli registrati nel triennio 2013-2016 sono avvenuti in Puglia, ma la vera notizia è che il 57% degli edifici scolastici pugliesi non possiede la certificazione di agibilità, nel 43% dei casi perché costruiti prima del 1970; quasi il 30% delle scuole non ha redatto alcun Piano di Emergenza; nel 33% delle scuole pugliesi mancano accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche. I dati emersi dal XIV Rapporto di «Cittadinanzattiva» sull’edilizia scolastica in Italia, presentato nei giorni scorsi, suonano come un campanello d'allarme.  Il deputato barese dei Cinque Stelle Giuseppe Brescia, rientrato di recente da una visita istituzionale in Finlandia organizzata e autofinanziata dai componenti M5S della commissione Cultura dichiara :"È necessario che le istituzioni a qualsiasi livello intervengano con spirito di collaborazione: i dirigenti devono monitorare costantemente ed inoltrare le opportune segnalazioni e richieste agli Enti Locali che devono, a loro volta, impegnarsi a non ignorare queste richieste. Il Governo a sua volta deve, attraverso le Regioni, elargire le adeguate risorse». «Le scuole crollano e Renzi fa il pesce in barile» tuona Luigi D’Ambrosio Lettieri, senatore dei Cor, secondo il quale il premier «appena insediato ha fatto la sua solita passerella-propaganda e poi l’unico intervento che ha propinato al Paese è stato – ahimè – la “bu o n a s c u o l a ”, di cui oggi vediamo tutti gli effetti. Mentre, ad esempio, gli studenti disabili non possono andare neanche al bagno». «La situazione della Puglia resta un buco nero» aggiunge il consigliere regionale di Area popolare Gianni Stea, che in una lettera aperta al presidente della Regione Michele Emiliano, ai sindaci e ad Antonio Decaro chiede indagini «accurate e immediate per fotografare la reale situazione in cui sono costretti a studiare i nostri figli e a insegnare i nostri docenti». Stea sottolinea un’altra situazione che potrebbe rivelare sorprese non piacevoli: «Molte scuole, soprattutto le succursali, sono ubicate in stabili presi in affitto e pagati, dalle casse pubbliche, centinaia di migliaia di euro l’anno. Con tutti questi soldi pubblici - chiede - non si potrebbero realizzare scuole nuove e che rispondano alle più moderne tecniche in materia di sicurezza e agibilità?" Senza considerare, aggiungiamo noi, che le ispezioni che il Comune invia alle scuole paritarie, spesso più a norma di quelle pubbliche, sono all'ordine del giorno. Prima di guardare la pagliuzza nell'occhio delle scuole che vivono soprattutto di autofinanziamenti e lavorano in piena agibilità, forse la grande mamma scuola pubblica dovrebbe togliersi quella trave. Ci vedrebbe molto meglio. E si agirebbe di più a tutela delle migliaia di ragazzi che frequentano il pubblico, sia per motivi economici, che per scelta personale.