Trasfusioni infette, risarciti 24 pazienti salentini

LECCE di Redazione AntennaSud 

 

Con i primi risarcimenti da parte dello Stato italiano, volge al termine dopo 16 anni la battaglia giudiziaria dell'Associazione giovanile talassemici di Lecce per il risarcimento dei danni subiti a causa di trasfusioni con sangue infetto avvenute nei primi anni '90. 

 

Un lungo iter giudiziario iniziato nel 2012 con un ricorso contro lo Stato italiano inoltrato a Strasburgo dal legale, l'avv. Paola Perrone. Ricorso che nell'aprile 2014 venne riconosciuto dalla Cedu (Corte europea dei diritti dell'uomo) come causa pilota.     A seguito della sentenza del gennaio scorso, con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato lo Stato italiano al pagamento dei danni morali in favore di 375 pazienti, il legale difensore dell'associazione ha continuato a tutelare la posizione dei 24 ricorrenti salentini, presentando un atto di diffida al Comitato dei ministri d'Europa per l'esecuzione della pronuncia della Corte di Strasburgo. E' stato quindi nominato un agente governativo che, su richiesta dell'avv. Perrone, ha attivato la procedura attraverso la quale il 5 settembre scorso il governo italiano ha pagato ai ricorrenti salentini il danno morale, cui la Cedu ha condannato l'Italia, risarcendo ciascuno con somme comprese tra 20 mila euro e 30 mila euro. Il ministero della Salute, inoltre, ha aperto nell'agosto scorso la fase transattiva dell'equa riparazione nei confronti dei ricorrenti vincitori a Strasburgo per la somma di 100mila euro. Nel corso della battaglia giudiziaria quattro pazienti hanno perso la vita a causa delle conseguenze della trasfusione infetta, l'ultimo appena lo scorso agosto dopo essere stato risarcito.