Sanità, Sinistra italiana: "Dopo il no al Piano di riordino nessuna crisi in maggioranza"

BARI di Redazione AntennaSud 

 

L'adesione di Sinistra italiana  alla maggioranza di centrosinistra del Consiglio regionale della Puglia "non è in discussione", ma il Piano di riordino ospedaliero così com'è non può avere il "nostro parere favorevole". Lo sottolinea il consigliere di Si, Cosimo Borraccino, che  nel corso dei lavori della Commissione Sanità, ha espresso parere contrario. 

Sinistra Italiana boccia il piano di riordino sanitario in terza commissione poichè ritiene che il piano sia sbagliato opponendosi  alla chiusura di 8 ospedali in Puglia. Con Borraccino nel corso della seduta  hanno votato contro anche 4 consiglieri dell'opposizione che inizialmente avevano detto si sarebbero astenuti. E quindi il parere, che è obbligatorio ma non vincolante, è stato negativo. Dopo questo episodio Forza Italia ha chiesto al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di dimettersi da assessore alla Sanità. Una delega che anche l'esponente di Sinistra Italiana ritiene il governatore debba cedere: "Ho chiesto di lasciare la delega - ha spiegato Borraccino -  dopo l'approvazione del Piano". A chiedere invece una verifica della maggioranza, dopo il voto contrario sul Piano da parte di Si, è stato il gruppo consiliare de La Puglia con Emiliano. Ma Borraccino ha assicurato che l'accordo con la maggioranza resta, così come è ancora valido il patto elettorale.  Emiliano intanto ha dichiarato "decadute" le modifiche al Piano stabilite nel corso di mesi di lavoro con i consiglieri, ma qualora la "Commissione si riconvocasse in breve termine", come ha sottolineato, "il governo regionale è disponibile a riprendere il lavoro per accogliere le modifiche e conseguentemente esprimere parere favorevole al Piano di riordino".  Sinistra italiana, ha replica Borraccino, "sulla salute dei cittadini non mercanteggia: continuiamo a ritenere quella delibera profondamente sbagliata". Per Borraccino occorre "ripartire daccapo nella discussione con il ministro della salute, evitando comunque la chiusura degli ospedali".