Taranto: funerali del 25enne morto all'Ilva. Mons. Santoro: "Taranto non ne può più"

TARANTO di Redazione AntennaSud

 

 

"Taranto non ne può più. Il lavoro è per la vita, non per la morte!". Sono parole dure e cariche di rabbia quelle pronunciate dall'arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, durante i funerali di Giacomo Campo, il 25enne operaio di una ditta dell'appalto morto sabato scorso in un incidente sul lavoro all'Ilva. 

"Non ne possiamo più", di lavoro si vive non si muore. Le parole dell'arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro toccano il cuore e la mente dei tanti che hanno partecipato all'ennesimo funerale di una vittima del lavoro all'Ilva di Taranto. Giacomo Campo era giovane. Troppo giovane per morire. Una morte cruenta, a 25 anni, fra un rullo e il nastro trasportatore che alimenta l'altoforno numero 4 dell'Ilva di Taranto. In tanti sono venuti dal suo paese di origine, Roccaforzata: Al corteo ha preso parte anche il governatore della Puglia Michele Emiliano, stretto al dolore dei familiari. Sul palco allestito in piazza per celebrare i funerali, lo zio di Giacomo ha ringraziato tutti, assenti e presenti. Nessuna marcia funebre per il corteo "Giacomo avrebbe voluto organizzare una grande festa e vogliamo che sia questa la sua festa" - ha detto lo zio, con il quale condivideva il lavoro e che si è salvato perché distante dal luogo dell''incidente di qualche metro. Anche il prefetto di Taranto, Umberto Guidato, e i comandanti provinciali di guardia di finanza e carabinieri hanno manifestato con la presenza la loro vicinanza al dolore di questa famiglia che perde un giovane a causa del lavoro.