Croce Rossa, prescritti i reati di truffa per i 12 ex dipendenti

BARI di Redazione AntennaSud

 

 

Reati prescritti. Il processo a carico di 12 dipendenti della Croce rossa di Bari finiti sotto inchiesta per assenteismo si è concluso con una prescrizione. A distanza di otto anni dai fatti, il tribunale ha dichiarato di non doversi procedere per l'accusa di truffa. 

Timbravano il cartellino e poi uscivano a fare la spesa o a prendere il caffè durante le ore di lavoro. Ma sono passati otto anni da quei caffè e da quelle spese in orari illeciti e per dodici ex dipendenti della Croce Rossa di Bari il Tribunale ha dichiarato la prescrizione dei reati. All’allora direttore provinciale Nicola Trentadue - per il quale la Procura aveva anche chiesto l’interdizione, poi rigettata - e ad altre undici persone tra militari e civili, la magistratura contestava la truffa ai danni della Cri per aver "attestato falsamente la propria presenza sul foglio di firma giornaliero, avrebbero fatto timbrare da altri il proprio cartellino elettronico nel sistema di rilevazione delle presenze» e poi «si sarebbero allontanati dal proprio posto di servizio, durante la giornata lavorativa, senza alcuna autorizzazione o annotazione sui documenti di presenza». Il periodo in questione è il 2008. A Trentadue la Procura di Bari contestava anche il peculato e il falso per aver utilizzato l’auto di servizio per sbrigare faccende personali. Da queste accuse l’imputato è stato assolto nel merito. «Siamo soddisfatti - ha commentato il difensore di Trentadue, l'avvocato Antonio La Scala - perché è stata riconosciuta la correttezza dell’operato dell’allora direttore, il quale non si è appropriato di alcunché».