Riconvertire si può, Di Maio a Bari lancia la campagna del M5S contro gli ecomostri

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

“Riconvertire si può” è il tema del convegno del Movimento 5 Stelle tenutosi in un contesto particolarmente drammatico all’indomani della tragica morte dell’operaio dell’Ilva di Taranto.  Occorre riconvertire l'area dell'Ilva e occorre farlo subito, è stato più volte ricordato. Ma per attuare una politica di riconversione industriale è necessario riconvertire la politica. Presente il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio.  

Andare oltre gli ecomostri come l’Ilva di Taranto o le centrali l’Enel di Cerano, puntando su altri settori e tutelando i posti di lavoro e la vita dei nostri cittadini. Non solo è possibile ma è già una realtà in altre parti del mondo.  Ne è convinto il  Movimento 5 Stelle che in Fiera ha portato la testimonianza diretta de protagonisti stranieri dei piani di riconversioni. Il convegno che ha visto la presenza del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, è stato il primo degli eventi della campagna “Riconvertire si può”. Inevitabile durante gli interventi il richiamo alla tragedia che ha provocato la morte di un operaio nel siderurgico tarantino, ma si è parlato anche  della difficile situazione ambientale causata dalla presenza delle centrali idroelettriche di Cerano, nel Brindisino. I dati epidemiologici parlano chiaro: di inquinamento a Brindisi si muore, su un campione di 300mila abitanti sottoposti a esposizione a polveri sottili   è stato registrato un incremento della mortalità per tumori nell’arco di dodici anni. Chi pensa di risolvere i problemi della Puglia decarbonizzando cerca solo un compromesso per tenere in piedi l’Ilva ben sapendo che decarbonizzare significherebbe continuare a dipendere da fonti fossili e non solo: continuerebbe a rendere il nostro Paese dipendente da una fonte di energia proveniente da un paese straniero quando l’obiettivo da perseguire dovrebbe essere l’indipendenza energetica.