Polveri Ilva, Peacelink: "Dal ministro Galletti propaganda"

TARANTO di Redazione AntennaSud

 

Monitorare anche le polveri nere emesse dall'Ilva, che non vengono misurate dalle centraline dell’Arpa. Lo chiede Peacelink Taranto, che definisce "propaganda" le rassicurazioni del ministro dell'ambiente Galletti sull'ambientalizzazione del siderurgico.

Le rassicurazioni del ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti sui lavori che dovrebbero portare all'ambientalizzazione dell'Ilva non convincono gli ambientalisti di Peacelink Taranto. Dichiarazioni rilasciate martedì nel capoluogo ionico, in occasione del convegno sulle bonifiche promosso dal commissario del siderurgico, Vera Corbelli.

Secondo il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, quelle rassicurazioni sono solo "propaganda".

L'Aia sarebbe insomma "ferma al palo”. I parchi minerali - denuncia l'associazione ambientalista - sono ancora scoperti, e sotto “sono state trovate elevate concentrazioni di inquinanti che richiederebbero la bonifica del terreno e della falda prima della costruzione della copertura. E la bonifica costerebbe di più rispetto alla copertura”.

Le polveri nere - quelle che si vedono ma che non vengono misurate dalle centraline dell’Arpa per il monitoraggio del Pm10 e del Pm2,5 (le cosiddette polveri sottili) - secondo Peacelink, che ieri ha presentato un dossier nel quartiere Tamburi a ridosso dell'Ilva, conterrebbero inquinanti molto tossici. Inquinanti visibili ad occhio nudo, ma che sfuggono ai controlli sull’inquinamento.

Peacelink chiede che vengano misurate anche le polveri nere, dal Pm11 in su: “Chiediamo all’Arpa di sapere se i tarantini devono togliere queste polveri dai balconi senza precauzioni o se devono essere usati guanti speciali di nitrile, che non possono essere penetrati dalle sostanze inquinanti. Chiediamo infine al sindaco se queste polveri devono essere rimosse dai cittadini o da personale specializzato”.