Migranti al Cara di Foggia, primi indagati

FOGGIA di Redazione AntennaSud

 

 

Torniamo a parlare del Cara di Borgo Mezzanone a Manfredonia, nel Foggiano. Ci sono i primi indagati. I reati ipotizzati sono corruzione, truffa, falso e falso in bilancio.

Ci sarebbero i primi indagati nell'indagine della Procura di Foggia sulla gestione del Cara di Borgo Mezzanone. I reati che sarebbero ipotizzati sono, secondo le prime indiscrezioni, corruzione, truffa, falso e falso in bilancio. Le indagini, avviate nei mesi scorsi, sono coordinate dal procuratore Leonardo Leone De Castris e dai sostituti Dominga Petrilli e Francesco Diliso.

L'inchiesta - a quanto si apprende da fonti inquirenti - è stata avviata dopo che le Forze di polizia, che indagavano sulla piaga del caporalato, hanno notato un'impennata del fenomeno e hanno così constatato che la nuova manovalanza di braccianti arrivava proprio dagli ospiti del Cara di Foggia. Hanno quindi cominciato ad indagare sulle misure di sicurezza interne ed esterne del Centro di accoglienza richiedenti asilo e si sono poi concentrati sulla sua gestione.

Proprio ieri il ministro dell' Interno Alfano aveva annunciato verifiche su tutti i centri di accoglienza dei migranti e un programma di interventi strutturali per il Cara di Foggia. Video, sopralluoghi, pedinamenti e intercettazioni, confermerebbero che i caporali prelevano i migranti dal cara, li portano nelle campagne e li sfruttano come braccianti in cambio di pochi euro al giorno. I senatori pd Camilla Fabbri, Daniele Borioli e Stefano Esposito hanno rivolto una interrogazione ad Alfano chiedendo di sapere se "la gestione del Centro da parte del consorzio Sisifo di Palermo e quindi alla cooperativa Senis Hospes si sia svolto e si stia svolgendo nel rispetto degli accordi contrattuali". Stessa richiesta arriva dal deputato Rocco Palese (Cor), il quale chiede che il responsabile del Viminale riferisca alla Camera anche "sulle ombre che aleggiano sulla gestione di questi centri".