Cara di Foggia, dopo l'inchiesta di Gatti la Prefettura apre istruttoria

FOGGIA di Redazione AntennaSud

 

 

Nel programma di interventi strutturali interamente finanziati dal ministero dell'Interno è prevista la realizzazione di una nuova rete di recinzione, di una strada perimetrale interna, di un sistema integrato di video sorveglianza e anti-intrusione e di un nuovo corpo di guardia, nonché il potenziamento dell'impianto di illuminazione esterna. Il cara di Foggia torna al cento dell'attenzione nazionale.

"Sette giorni all’inferno: diario di un finto rifugiato nel ghetto di Stato’, il racconto di Gatti entrato clandestino al Cara, ha fatto emergere il business dell Coop e le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere e convivere più di 1000 persone di etnia e religione diverse. Il caso sollevato sulle pagine di Repubblica, dopo la pubblicazione dell'inchiesta di Fabrizio Gatti sull'Espresso, è finito in prefettura a Foggia che ha aperto una istruttoria. L'inchiesta della prefettura sul Cara di Foggia che ospita i richiedenti asilo è scattata su input del ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Sulla struttura, ha riferito il ministro, sono state disposte verifiche e in passato erano già state rilevate criticità che "avevano indotto la prefettura di Foggia a chiedere al gestore del Centro un potenziamento del personale e dei servizi di gestione". Sono stati poi individuati e definiti, ha concluso il ministro dell'Interno, "gli interventi di manutenzione straordinaria ritenuti necessari e sono stati programmati gli interventi nell'area esterna al Centro per la demolizione dei manufatti occupati e utilizzati abusivamente da cittadini extracomunitari". Nell'inchiesta di Gatti si fa poi riferimento alle coop che percepiscono soldi per ogni immigrato che entra, e che dovrebbero - si legge nell'articolo -  gestire con competenza e amicizia quei rifugiati e invece ignorano, direi volutamente, l'inferno che sta sotto i loro occhi".