Eurispes lancia l'allarme usura, ma la Consulta nazionale rileva dubbi

ROMA di Maria Luisa Troisi

 

 

Eurispes lancia l'allarme sull'aumento dell'usura in Italia. La Consulta nazionale antiusura, dal canto suo, già ben consapevole della situazione preoccupante non condivide però, con l'istituto che ha realizzato l'indagine, una serie di dati. 

L’allarme rilanciato dal rapporto Eurispes sull’usura in Italia non sorprende  la Consulta Nazionale Antiusura, che racchiude 28 Fondazioni Antiusura in tutto il territorio nazionale che costantemente raccolgono dati e fotografano anche alle istituzioni la situazione che documentano. A preoccupare invece la Consulta è proprio la classifica delle province italiane colpite dall’usura realizzata da Eurispes senza certificata metodologia scientifica. Il che può creare distorsioni in sede di scelte istituzionali per l’assegnazione dei fondi alle regioni in favore delle vittime dell’usura. L'aumento dell'usura è evidente e innegabile ma la differenza tra il nord e il sud dell’Italia, che risulta alle 28 Fondazioni Antiusura, è nella finalità e nella tipologia del prestito usuraio. "Nel centro nord - è detto in una nota - l’attività di usura ha  prevalentemente lo scopo di prestare denaro a tassi più elevati rispetto a quelli legali, al sud invece il fenomeno è più patologico. La criminalità organizzata, che spesso si cela dietro l’attività creditizia, ha come obiettivo ultimo quello di impadronirsi della proprietà  dell’attività economica.”

Ne consegue un’altra differenza di prestito usuraio rilevata dalla Consulta Nazionale Antiusura: il prestito alle famiglie da una parte e quello alle imprese dall’altra. Nei dintorni di un negozio compro oro e un punto di slot machine c’è sempre un usuraio di quartiere a cui le famiglie rifiutate dalle banche si rivolgono. L’azzardo e l’usura sono due fenomeni collegati che si alimentano tra loro. L’azzardo genera debiti e usura, l’usura crea dipendenza patologica dal gioco d’azzardo. La Consulta ritiene incostituzionale l'art.14 della legge 108/96 che consente l'accesso ai fondi pubblici solo agli imprenditori commerciali vittime di usura, e non alle famiglie. Nei giorni scorsi, inoltre, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi,  il Presidente della Consulta Mons. D’Urso ha inviato una lettera per sollecitare  la nomina del nuovo commissario antiracket e antiusura visto che il dott. Santi Giuffrè ha terminato il suo mandato a fine luglio.