Via le slot machine: la battaglia del governo che può salvare migliaia di vite

ROMA di Maria Luisa Troisi

 

 

Eliminiamo slot machine da bar e tabaccherie. Il governo Renzi è intenzionato a procedere, anche se i tempi e i "conti miliardari" di questa operazione non sono ancora definiti. Ma alla proposta, non sono proprio tutti favorevoli.

Ormai si trovano ovunque. Nei bar, nelle tabaccherie, nelle sale bingo. E portano tanti soldi allo stato, parliamo di miliardi, e producono effetti nefasti nelle tasche di chi le utilizza. Parliamo delle slot machine. Quello su cui il governo si appresta a lavorare in qualche modo gli fa onore. Sì perché sono anni che le associazioni antiusura provano a smuovere la terribile macchina mangiasoldi di uomini, ragazzini, papà e mamme che, disperati e soli cercano la fortuna perdendo anche quel poco che avevano. E si ammalano. E troppi si ammazzano. Ma gli affari attorno a quelle terribili e immancabili macchinette sono tanti. Troppi. E quando si toccano troppi soldi, si comincia ad avere paura. Per questo il provvedimento del governo che vuole eliminare slot da bar e tabaccherie è coraggioso. Mons. D'Urso, Presidente della Consulta Nazionale Antiusura "Giovanni Paolo II" da decenni si batte perché sia lo Stato che, eliminando le macchinette, risolva i terribili di problemi, anche di usura, di molti cittadini. Ma è solo un primo passo. La questione, sollevata dal premier Matteo Renzi e confermata dal sottosegretario al ministero dell'Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta, ha scatenato notevoli reazioni. Le associazioni della società civile che si riuniscono nella Campagna "Mettiamo in gioco" scrivono in merito alla vicenda: "a nostro avviso è, altresì, necessario che governo e al parlamento si adoperino al più presto per vietare in modo assoluto la pubblicità del gioco d'azzardo". Di parere diverso è Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai (Fit): "Nelle tabaccherie l'ambiente di gioco è garantito. I nostri esercenti sono formati per legge e seguono corsi di aggiornamento specifici sui giochi, come le slot, in modo da rendersi conto se un giocatore rischia la dipendenza e in tal caso attivarsi, restando in contatto con le Asl". Sul tema si è pronunciata anche la politica: "Togliere le slot machine dalle tabaccherie - ha detto il senatore Udc Antonio De Poli - sarebbe un primo passo. La lotta contro il gioco d'azzardo però deve prevedere altre misure più incisive: la mia proposta è di mettere al bando le slot in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico". Nel 2015, secondo i dati del'agenzia specializzata Agimeg, l'erario ha incassato 3,4 miliardi dalle oltre 400 mila slot attive in Italia. In testa alla classifica per giocate (con il 21% delle giocate nazionali) la Lombardia che è anche la prima regione d'Italia per numero di apparecchi, 13mila.