Natuzzi, incertezze per il futuro di 300 lavoratori

Ancora incertezze sul futuro di oltre trexcento lavoratori della Natuzzi. Il gigante del mobile imbottito di Santeramo ha formalizzato ieri a Roma la proposta di creazione di una newco per superare i ritardi nell'attuazione del processo di reindustrializzazione del territorio, nonostante gli sforzi e gli investimenti che ha messo in campo in questi anni per ricollocare i collaboratori in cassa integrazione. Sentiamo. 

Natuzzi ha presentato il piano industriale della nuova compagnia a cui affidare le commesse della trasformazione del poliuretano per le imbottiture di divani e poltrone. Il piano prevede l'utilizzo  del sito produttivo di Ginosa, nell'area jonica, e l'impiego a regime di circa 100 collaboratori. I tempi di implementazione stimati per la riconversione della fabbrica e l'avvio delle attività sono di 12-18 mesi e gli investimenti necessari ammontano a circa 3 milioni di euro".  "Poiché il progetto non consentirà di riassorbire tutti i collaboratori in esubero - scrive l'azienda - il Gruppo industriale ha confermato la sua disponibilità a stanziare ulteriori fondi per un nuovo piano di incentivazione all'esodo e per il rilancio e potenziamento di assist, il progetto che prevede incentivi oltre che ai collaboratori Natuzzi in esubero anche alle aziende che li assumeranno".  Natuzzi "fa appello al senso di responsabilità di tutti i partecipanti alla Cabina di regia affinché prosegua il percorso virtuoso fatto in questi due anni. Un cammino comune e condiviso che sta consentendo il ritorno alla competitività delle produzioni italiane, la salvaguardia occupazionale di quasi 2.000 collaboratori e la riduzione del numero degli esuberi da 1.726 a 330".