Incendio doloso ai Giardini di Pomona (Br), capolavoro agronomico di specie rare

CISTERNINO (BR) di Redazione Antenna Sud

 

 

Non sembra ci siano dubbi. "E' stato un attentato", ha detto amareggiato Paolo Belloni, presidente dell'associazione Pomona. I Giardini di Pomona, nel Brindisino, sono stati devastati da un incendio che ha compromesso "circa 300 piante". 

Belloni in una intervista rilasciata Repubblica è rammaricato e parla di un danno ingente. "Fra le piante compromesse un rarissimo melograno dolce a frutto nero e chicchi bianchi all'interno, di origine mediorientale e un fico rumeno che resiste a -27 gradi, ma non al fuoco". L'ortobotanico della Valle d'Itria, che ha sede in contrada Figazzano a Cisternino custodisce oltre mille varietà di alberi da frutto fra cui la più grande collezione di fichi d'Europa. Vigili del fuoco hanno lavorato per per domare l'incendio e salvare un patrimonio importantissimo, come la collezione di frutti antichi salvati dall'estinzione. I vigili del fuoco, che sono accorsi insieme alla Protezione civile nel minor tempo possibile - ha spiegato ancora Belloni, considerando l'inestricabile labirinto di strade rurali dove nessuno degli enti locali ha ritenuto di istallare una segnaletica utile a trovare la più grande collezione d'Europa di Ficus carica, malgrado richieste, carte bollate, persino preghiere rivolte alle istituzioni di ogni ordine e grado". Ora resta da capire chi abbia compiuto l'attentato al conservatorio botanico messo su con sacrificio da Belloni e i suoi collaboratori che dalla Lombardia avevano scelto la Puglia per dare vita al loro sogno. Sull'episodio indagano i carabinieri della stazione di Cisternino ai quali Paolo Belloni ha presentato denuncia. duro il giudizio del Presidente della Coldiretti Brindisi, Sergio Botrugno: "Inqualificabile e infame atto che vanifica il lavoro di un imprenditore agricolo illuminato e ferisce un territorio di straordinaria bellezza. L’incendio che ha distrutto il ‘concerto’ di biodiversità dei Giardini di Pomona è inaccettabile ed è solo l’ultimo di una lunga serie di attentati al patrimonio agricolo provinciale. Chiediamo al Prefetto di Brindisi un incontro urgente perché ormai la vita degli agricoltori nelle aree rurali è divenuta impossibile. Siamo quotidianamente in balia di ignoti che distruggono, saccheggiano e frustrano il lavoro della sana imprenditoria agricola rurale”.