Gissi (Cisl Scuola): "Procedure di trasferimento docenti da rifare"

ROMA di Redazione AntennaSud

 

La Cisl Scuola, in una nota a firma della segretaria generale Maddalena Gissi, chiede di rifare completamente le procedure di trasferimenti dei docenti.

 Tutto sbagliato, tutto da rifare nei trasferimenti dei docenti. Lo chiede la Cisl Scuola, in una nota a firma della segretaria generale Maddalena Gissi.

"Sta accadendo quello che temevamo, troppe le anomalie e gli errori del sistema che ha gestito le operazioni di trasferimento; il tentativo di rimediare “caso per caso” risolve solo in minima parte il problema dei tantissimi docenti ingiustamente penalizzati" scrive Gissi, ribandendo che "nessuno pretende il lavoro sotto casa, ma chi deve allontanarsi dalla famiglia, in età non sempre giovanissima, e stabilirsi a centinaia di chilometri di distanza da casa, dev'essere assolutamente certo della correttezza delle procedure che lo riguardano".

"Questa certezza - sottolinea la sindacalista - oggi non c’è, e si tratta di una situazione inaccettabile che va assolutamente sanata". Gissi riferisce di centinaia di comunicazioni da parte di docenti ai quali viene comunicata in queste ore la possibile nuova destinazione, individuata per ciascuno attraverso tentativi di conciliazione a carico degli uffici scolastici. "E siamo solo al settore della primaria: se il buongiorno si vede dal mattino non c’è proprio da farsi illusioni", commenta Maddalena Gissi, auspicando come "unico rimedio a questo enorme pasticcio il totale rifacimento delle operazioni, garantendo la piena coerenza del sistema informatico con le regole definite nel contratto sulla mobilità e ripristinando per tutti il diritto eventualmente leso".

Una soluzione che la Cisl Scuola aveva indicato da subito, ma che i vertici del Ministero dell'Istruzione si sono rifiutati di prendere in considerazione, tentando di minimizzare la portata del problema.

"Un comportamento che dimostra poco senso della realtà e scarsa capacità di governo: non è in questo modo che si può gestire la complessità di un servizio fondamentale come il sistema di istruzione, né favorire un sereno avvio dell’anno scolastico", conclude la nota.

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