"Viva San Rocco", solo devozione. Buscemi: "Nessun messaggio mafioso"

VALENZANO di Redazione AntennaSud

 

Giuseppe Buscemi, capo della famiglia di Valenzano al centro delle polemiche per la mongolfiera dedicata al santo patrono della città, scrive alla Gazzetta del Mezzogiorno per respingere ogni accusa di contiguità con la mafia.

Non un messaggio mafioso ma solo devozione nei confronti del patrono San Rocco, e un tributo alla memoria del figlio Michele, ucciso otto anni fa e coinvolto in alcune inchieste di malavita. Così Giuseppe Buscemi, 66 anni, capo di una famiglia ritenuta malavitosa, spiega in una lettera indirizzata al quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno il significato di quel "Viva San Rocco" firmato "famiglia Buscemi" sulla mongolfiera ad aria clada lanciata la sera della festa del santo patrono a Valenzano, nel barese. Un gesto che, a partire dal deputato Pd Dario Ginefra in un'interpellanza parlamentare, era stato giudicato come un gesto mafioso e un "messaggio simbolico di ambienti vicini alla malavita".

Giuseppe Buscemi, nella lettera alla Gazzetta del Mezzogiorno, non solo nega ogni contiguità con ambienti mafiosi, ma spiega che "quella mongolfiera è stata semplicemente frutto di una sentita devozione familiare verso San Rocco, il santo protettore di Valenzano, e verso San Michele, di cui mio figlio era onorato di portare il nome".

Buscemi sottolinea inoltre che la sera del 16 agosto la mongolfiera con il nome della sua famiglia non è stat l'unica ad essere lanciata in aria, bensì la quarta di altre dedicate ad altrettante famiglie, il cui nome però non è ritenuto vicino alla mafia. Giuseppe Buscemi, nato a Palermo, quinto di dieci fratelli, precisa che "tutti i membri della sua famiglia sono incensurati, fatta eccezione per il sottoscritto, condannato per furto e tentato furto, fatti che risalgono agli anni 70. Non sono mai stato coinvolto - conclude - in processi di criminalità organizzata".