Valenzano: mongolfiera delle polemiche, il sindaco Lomoro vuole le scuse di Ginefra e Decaro

VALENZANO (BA) di Maria Luisa Troisi

 

 

Nella vicenda della mongolfiera con la scritta Famiglia Buscemi (legata allo storico clan Stramaglia) interviene il primo cittadino di Valenzano, Antonio Lomoro, dove è avvenuta la festa patronale in questione. "A Valenzano - dice - sono tutte persone perbene"

Chi lo avrebbe detto che San Rocco, già noto peraltro a molti, avrebbe dovuto essere sulla bocca di tutti, accanto, tra l'altro alla Famiglia Buscemi? Nella vicenda della mongolfiera incriminata, che va complicandosi sempre di più, dopo Ginefra e Decaro, la Curia e la DDa, ora a prendere la parola è il primo cittadino di Valenzano, Antonio Lomoro che dal palco, pretende scuse. "Ci devono chiedere scusa per aver fatto passare Valenzano per un paese mafioso, ma faranno i conti". La denuncia del deputato pd Dario Ginefra, con la sua interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, non va giù al sindaco che si rivolge anche al sindaco della Città metropolitana, Antonio Decaro, che  ha sostenuto l'iniziativa del parlamentare. ma il primo cittadino di Valenzano non dice una parola di condanna contro la criminalità. Rincara la dose di rabbia em quasi minacciando dichiara: "che è stato tutto montato a danno della mia Valenzano. Sto organizzando - continua - una fiaccolata in onore di san Rocco e in onore di tutti i cittadini di Valenzano. A questa fiaccolata inviterò personalmente Decaro e Ginefra e devono essere con me in prima fila per chiedere scusa ai cittadini di Valenzano". Gli fa eco anche il presidente del comitato organizzatore della festa patronale, Davide Abbinante, che ringrazia "tutti i cittadini di Valenzano, dal primo all'ultimo, tutta gente rispettabile".  

 "Per quanto mi riguarda, faccio i conti ogni giorno con le mie posizioni, nel senso che non mi tiro indietro, e che ci metto la faccia - ha risposto immediatamente Dario Ginefra - anche quando dall'altra parte ci sono persone che incutono paura. Compatibilmente con i miei impegni non esiteró a marciare con il Sindaco e con i cittadini valenzanesi se la fiaccolata sarà contro la mafia e se da parte del Sindaco ci sarà una condanna netta alla stessa alla quale seguano impegni amministrativi coerenti".

    "Nessuno - conclude Ginefra - ha, infatti, mai detto che Valenzano è un paese mafioso: ho affermato e affermo che a Valenzano, come a Bari (città a guida PD) e in tanti comuni dell'hinterland barese, sono presenti clan mafiosi contro i quali io non esito a schierarmi". Anche il sindaco decaro, amareggiato, risponde prontamente: "Spiace constatare come il sindaco di Valenzano non abbia colto il senso né dell’allarme lanciato da Ginefra né quello delle mie parole all’indomani della dedica di una famiglia legata a un clan criminale sulla mongolfiera lanciata in cielo durante la festa di San Rocco.

Il suo intervento dal palco ieri sera lascia sinceramente interdetti: non c’è di che chiedere scusa ai cittadini di Valenzano, perché il mio appello in difesa della legalità credo sia condivisibile da tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti della propria comunità, e non è certo nascondendo la presenza della criminalità o i suoi tentativi di ribadire la propria presenza sul territorio che si rende un servizio alla propria città.

Lo sanno bene i baresi che nei giorni della sagra di San Nicola hanno dovuto assistere alla rivolta degli affiliati ai clan malavitosi che volevano occupare abusivamente gli stalli per la vendita di alimenti e bevande, lo sanno gli agenti delle forze dell’ordine aggrediti, lo so anche io che ho sporto denuncia proprio in quei giorni, trovando intorno a me la solidarietà di tutti i baresi per bene, delle associazioni, dei parroci e della curia".

Insomma dopo il parlamentare, i sindaci, l'arcivescovo, la Dda (ora tutto è nelle mani del procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno), nella vicenda della mongolfiera delle polemiche manca solo che a parlare sia la gente comune. Che, c'è da scommettere, avrebbe molto da dire.