Eni: la magistratura dispone il dissequestro, riapre il centro olio di Viggiano

POTENZA di Redazione AntennaSud 

 

Termina, dopo circa 130 giorni, la vicenda che ha riguardato il Centro Olio dell'Eni, a Viggiano, nel potentino. Finito sotto i riflettori per l'inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, l'impianto  dove si "lavoravano" circa 75 mila barili di greggio al giorno, fu parzialmente sequestrato lo scorso 31 marzo su richiesta della Procura di Potenza. Ieri il gip Tiziana Petrocelli, ne ha disposto il dissequestro definitivo.    

Il provvedimento è stato notificato all'Eni che sta valutando anche i tempi per la ripresa dell'attività del centro. Il sequestro eseguito nel marzo scorso  riguardò due vasche all'interno del centro e un pozzo di reinizione nell'ambito del filone d'inchiesta che riguardava lo smaltimento degli scarti di produzione. La contestazione riguardava la modalità di smaltimento delle acque e dei fanghi che, secondo quanto emerso dalle indagini, dovevano essere smaltiti come rifiuti pericolosi, e che invece venivano trattati come non pericolosi, con un "trattamento non adeguato", e che quindi rendeva il tutto "notevolmente più economico".  A giugno l'Eni iniziò alcuni lavori nel centro con forti incertezze per circa duemila lavoratori diretti e dell'indotto e perdita di milioni di euro in diritti di sfruttamento per la Regione Basilicata: nelle scorse settimane i periti hanno verificato l'idoneità dei lavori, inviando ai magistrati una relazione tecnica in base alla quale è stato depositato un parere favorevole della Procura che ha portato al dissequestro dell'impianto. Complessivamente, l'inchiesta sulle estrazioni petrolifere, riguardava quindi il "filone" del Centro Olio dell'Eni, i lavori di realizzazione del Centro Olio della Total, a Corleto Perticara (Potenza) - poi riuniti in un unico fascicolo, con una richiesta di rinvio a giudizio per 59 persone e dieci società, depositata la scorsa settimana e un "filone" siciliano, sul progetto della "cricca" capeggiata da Gianluca Gemelli per lo stoccaggio del greggio lucano nell'area del porto di Augusta, trasferito poi a Roma per competenza territoriale su decisione del pg della Cassazione.