Protestano i docenti "deportati" al Nord, in Puglia sono 1800

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Oltre duecento docenti hanno manifestato  a Bari davanti la sede del Consiglio Regionale, per protestare contro l'assunzione in ruolo in sedi lontane da casa. Sono circa 1800 gli interessati in Puglia, tra scuola primaria e secondaria di primo grado e, secondo fonti dei sindacati della Scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals – potrebbero salire a 2500 contando anche i docenti della media superiore. 

Gli insegnanti lamentano anomalie nell'algoritmo utilizzato dal Ministero, errori di calcolo, con docenti  che con un alto punteggio vanno fuori regione e altri con punteggio inferiore, vi restano. Secondo la Cgil vi sono evidenti errori nelle procedure di mobilità e bisogna rivedere tutto. La conciliazione proposta dal Ministero non risolve il problema. Il meccanismo crea disuguaglianze e provoca un esodo dal Sud al Nord. Al sud restano posti vacanti e al Nord avremo comunque posti dati a supplenza".   "Alcune procedure non sono trasparenti - aggiunge il sindacato - e bisogna anche bloccare il meccanismo infernale della chiamata diretta che i dirigenti scolastici stanno avviando con ulteriori complicazioni". Una delegazione di rappresentanti sindacali e del movimento dei 'nastrini rossi' ha incontrato Sebastiano Leo, Assessore regionale alla Scuola e Formazione professionale, e Alfonso Pisicchio presidente della Commissione Consiliare pugliese al Lavoro e Formazione.