Tar Lecce, legittimo sospendere la fornitura d'acqua a chi non paga la bolletta

LECCE di Redazione AntennaSud 

 

Se l’acqua è un bene comune, e dunque nessuno può impedire l’accesso a una risorsa pubblica, Il Tar di Lecce ha negato ai sindaci la possibilità di obbligare l'Acquedotto Pugliese a riaprire i rubinetti dei cittadini morosi, Con tre sentenze, infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale, ha sancito l'illegittimità delle ordinanze  emesse dal sindaco di un comune pugliese, finalizzate al ripristino della fornitura idrica sospesa a seguito di morosità persistente di alcuni utenti.

Il Comune, come statuito in sentenza, non può impedire all'Acquedotto di interrompere la somministrazione di acqua nei confronti di condomini morosi. Diversamente si creerebbe una disparità di trattamento con chi paga regolarmente le bollette dell'acqua. L’acqua, ancorché un diritto in quanto bene comune, impone anche doveri. In capo alla collettività quella di contribuire al mantenimento degli standard di qualità del servizio richiesti. Il servizio svolto da Acquedotto Pugliese viene svolto dietro il pagamento di un corrispettivo. Il comportamento dilatorio assunto da qualcuno, secondo il Tar è dannoso per Acquedotto Pugliese e soprattutto dannoso nei confronti di chi paga regolarmente le bollette idriche. Qualsiasi forma di intervento come le ordinanze finisce per legittimare una condotta dilatoria a discapito dell’intera collettività.