Pollice verso di Legambiente per il decreto Ilva

ROMA di Redazione AntennaSud

 

Forti perplessità di Legambiente sul decreto Ilva, approvato ieri in via definitiva dal Senato. "Il governo ha perso un'importante occasione per dimostrare che si possono coniugare diritto alla salute e al lavoro con le esigenze produttive", osserva il dg dell'associazione ambientalista, Stefano Ciafani.

"Non ci siamo. Il decreto Ilva, approvato ieri in via definitiva dal Senato, non ci convince affatto e siamo convinti che il governo abbia perso una importante occasione per dimostrare che sia possibile coniugare diritto alla salute e all'ambiente con il diritto al lavoro e le esigenze produttive". Lo dichiara in una nota Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente.

"Anche se il testo contiene alcuni punti positivi come la deroga per le assunzioni in Arpa Puglia e un limite temporale all'impunità dei gestori - aggiunge Ciafani - purtroppo restano diverse criticità. Siamo convinti che l'aver stabilito una proroga fino a 18 mesi fornirà una giustificazione all'ulteriore slittamento dell'attuazione delle più importanti misure previste dall'Aia, dalla copertura dei parchi minerali agli interventi sulle batterie, con ulteriori ritardi e blocco degli interventi. Sarebbe stato importante, invece, che le eventuali proroghe concesse fossero state accompagnate da un calendario vincolante che prevedesse, in caso di ulteriori ritardi, la chiusura degli impianti interessati e la loro rimessa in funzione solo una volta effettuati gli interventi Aia e, in questo quadro, un rafforzamento dei controlli affidati ad Ispra e Arpa Puglia, che svolgono un ruolo prezioso e importante, sulle emissioni dell'impianto".

Infine - sottolinea il numero uno di Legambiente - nel decreto legge approvato ieri "non compare nessun riferimento alla pubblicità delle modifiche e integrazioni proposte al Piano Ambientale, e alla possibilità che, nella fase che porta alla definizione del nuovo Piano Ambientale, siano coinvolti altri soggetti oltre il Comitato degli esperti nominato dal Ministro dell'ambiente".