Anti terrorismo, controlli più serrati al porto di Bari

BARI di AntennaSud

 

La donna albanese arrestata dalla polizia francese per aver fornito le armi allo stragista di Nizza è passata almeno tre volte dal porto di Bari nell'ultimo anno. L'ultima volta un mese prima dell'attentato.

Il porto di Bari si conferma luogo "sensibile" del terrorismo islamico, non come possibile obiettivo ma come luogo di transito di soggetti vicini alla Jihad. Lo confermano i passaggi, almeno tre, effettuati nell'ultimo anno dallo scalo marittimo barese dalla donna albanese arrestata insieme al compagno per aver fornito le armi all'attentatore di Nizza, responsabile della strage del 14 luglio scorso sulla Promenade des Anglais.

L'ultimo transito della donna da Bari è stato registrato neanche un mese prima, il 16 giugno. La donna tornava dall'Albania, suo paese di origine.

Da qui la decisione del giro di vite di forze di polizia e Autorità portuale nei controlli sul traffico passeggeri da e per la Grecia, l'Albania e il Montenegro. Nel prossimo fine settimana è previsto il passaggio di circa 30mila persone. Schierati anche gli uomini dell'Esercito. Ad agevolare i controlli sarà Gaia, sistema di controllo unico in Italia, voluto dal presidente dell'Autorità portuale Franco Mariani per introdurre controlli sistematici sul numero di passeggeri imbarcati sui traghetti.

I due transiti dal porto di Bari di Salah, autore degli attentati del novembre scorso a Parigi, ad agosto 2015, sono stati ricostruiti proprio grazie al dispositivo Gaia, collegato con le centrali operative delle forze di polizia.

Nell'attività di controllo sono impiegati anche metal detector e telecamere ai varchi d'accesso al porto, che registrano le targhe di tutti i mezzi nel sistema informatico.

Scrivi commento

Commenti: 0