Il Consiglio Regionale chiede fondi straordinari al Governo per emergenza ambientale e sanità a Taranto

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Il Consiglio regionale chiede al Parlamento di approvare leggi specifiche che consentano alla Asl di Taranto di proseguire tutte le attività per fronteggiare l'emergenza ambientale ed epidemiologica attraverso lo stanziamento straordinario di risorse finanziarie e strumentali. 

 

La mozione presentata dal Partito Democratico è stata approvata a maggioranza con l'astensione del Movimento 5 Stelle. Nel documento si prospetta un piano straordinario di 50 milioni di euro circa che prevede nuove assunzioni nell'Asl, la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti di medici e infermieri e l'acquisto di un nuovo acceleratore lineare. Per i consiglieri regionali del Pd è necessario un intervento legislativo che straordinario che rilanci le misure che c'erano e che sono state sospese a fine 2015 aiutando la Asl di Taranto, come avvenuto in precedenza. Secondo il presidente  Emiliano,  la mozione è utile ai fini della mitigazione della situazione anche se nell’ambito degli interventi in materia di inquinamento ambientale si sta male intervenendo. Al riguardo il presidente della Regione ha rimarcato l’intervento dell’Arpa Puglia e delle prescrizioni dell’Aia sulle quali vi sono sostanziali inadempienze.  Dopo l’approvazione della  mozione sull'emergenza ambientale ed epidemiologica di Taranto non sono mancate le polemiche del Movimento 5 Stelle.   "Il Pd continua ad uccidere un territorio e i suoi abitanti, per ripagare - spiegano in una nota gli otto consiglieri del gruppo - la famiglia Riva dei favori ottenuti in campagna elettorale. I problemi di Taranto, secondo i '5 Stelle, "vanno risolti alla fonte, non perseverando nella logica di richiedere azioni  'correttive' per circoscritti territori quando tali azioni dovrebbero essere previste per la Puglia intera. Al presidente Emiliano i pentastellati chiedono un confronto serio sulla sanità in Puglia che a loro avviso fino ad oggi è mancato.