Disastro ferroviario, il pm verifica se la strage si poteva evitare

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Dopo aver chiarito la dinamica del disastro ferroviario che ha provocato la morte di 23 persone la Procura di Trani ora vuol vederci chiaro, e vuole accertare se qualcuno dalla Direzione centrale di coordinamento di Bari di Ferrotramviaria avrebbe potuto evitare la strage, anche in extremis.   

 

Le indagini sulla Direzione centrale di coordinamento saranno compiute perché i due capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, nel corso dell'ultimo interrogatorio hanno anche riferito che nella 'centrale operativa' c'è un funzionario di turno che, in astratto, se si dovesse accorgere che due treni stanno entrando in collisione, potrebbe accedere alla vicina centrale elettrica e spegnere l'interruttore che alimenta tutta la linea ferroviaria. I due capistazione hanno detto anche che loro si interfacciano con il direttore del coordinamento  centrale, soprattutto quando i treni sono in ritardo. Tutte circostanze che i magistrati tranesi, guidati dal procuratore Francesco Giannella, dovranno verificare per capire se chi lavora all'interno della Direzione centrale di coordinamento possa effettivamente rendersi conto che sta per verificarsi un disastro e, quindi, evitarlo.    Di tutta la questione della sicurezza della tratta ferroviaria tra Bari e Barletta di Ferrotramviaria e dell'esame delle scatole nere dei treni, si occuperà un collegio di tre consulenti. Tra questi anche due esperti in materia di sicurezza ferroviaria che  hanno lavorato alle indagini sul disastro ferroviario di Viareggio. In attesa degli sviluppi tecnici, gli interrogatori dei due capistazione hanno permesso di accertare la dinamica dell'incidente, verificatosi  a causa dell'automatismo compiuto dal capostazione di Andria che, vedendo come ogni giorno due treni fermi in stazione e diretti in direzioni opposte, li ha fatti partire entrambi dimenticandosi che il treno già arrivato ad Andria da Corato (ET1642) viaggiava con 23 minuti di ritardo e che da Corato era in arrivo un secondo convoglio (ET1016). Infatti, secondo quanto emerge dai tabulati sequestrati dalla Squadra mobile di Bari, Porcelli chiama Piccarreta e lo avvisa di aver fatto appena partire il treno ET1016, che lo stesso capostazione di Andria gli aveva chiesto di 'fare arrivare  subito dopo l'ET1642. Piccarreta, al momento della telefonata, però non realizza di aver già fatto partire il treno verso Corato (ET1021) e, quindi, non fa nulla per impedire il disastro semplicemente perché scambia il treno arrivato in ritardo ad Andria con il secondo treno in arrivo. Tesi questa che il difensore di Piccarreta, avv.Leonardo De Cesare, tenta di attenuare: "Le responsabilità dei capistazione, se esistono, sono marginali - dice - rispetto ad altre responsabilità.