Disastro ferroviario, il capostazione di Andria: "Non ho alterato il registro"

TRANI di Redazione AntennaSud

 

L'indagine sul disastro ferroviario di una settimana fa. Il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, interrogato ieri dai pm di Trani, ha ammesso diu aver fatto partire il treno per errore, per un automatismo. Ma nega di aver contraffatto il registro ferroviario.

 

Il fatto di avere due treni fermi in stazione, ad Andria, avrebbe indotto ad un automatismo il capostazione andriese, Vito Piccarreta. Lo ha ammesso ieri davanti ai pm: ha dato il via al treno diretto verso Corato, che si è poi scontrato con il treno proveniente da Andria. Lo si apprende da fonti investigative al termine dell'interrogatorio di Piccarreta. Quel convoglio non doveva partire, perché Piccarreta sapeva che da Corato ce n'era un altro in arrivo, che lui stesso stava aspettando in stazione.

Dopo l'arrivo in ritardo di 23 minuti ad Andria del primo treno proveniente da Corato, il capostazione avrebbe agito in base ad un automatismo generato dal fatto di avere due treni fermi in stazione: ha alzato la paletta alle 10.59 e ha fatto partire entrambi i convogli, il primo verso Corato, l'altro verso Barletta.

Attorno alle 11.07, un minuto dopo il disastro, come risulta dai tabulati acquisiti dalla polizia, il capostazione di Andria ha chiamato il collega di Corato e l'ha avvertito di aver dato la partenza al treno. A quell'ora nessuno dei due capistazione sapeva che c'era stato il disastro ferroviario.

L'interrogatorio è inizato ieri alle 11 nella procura di Trani. Erano presenti almeno tre pm. Durante il faccia a faccia Piccarreta avrebbe disconosciuto l'alterazione fatta a penna sul registro di partenza del treno dalla stazione di Andria. "Io non ho scritto questo", ha detto ai magistrati non appena gli è stato mostrato il registro di viaggio della sua stazione, che risulta alterato proprio con riferimento alla partenza del treno da Andria. I pm non avrebbero neppure chiesto a Piccarreta se fosse sua la correzione a penna. E' stato lui stesso a disconoscerla, non appena ha visto il registro. Dunque, secondo la versione della difesa, la modifica dell'orario di partenza del treno è posticcia ma riporta comunque come orario di partenza le 10.59, quello in cui il capostazione dice di aver fatto partire il treno. Piccarreta ha dichiarato ai magistrati di "non avere dubbi" sul fatto che il treno sia partito da Andria alle 10.59.