Aveva vissuto in Puglia uno dei 7 fermati per la strage di Nizza

ROMA di Redazione AntennaSud

 

Strage di Nizza. Emergono contatti fra l'attentatore Bouhlel e tunisini residenti in Puglia. Uno dei sette fermati dalla polizia francese perché sospettati di far parte della rete del terrorista avrebbe vissuto a Bari.

luglio. L'indagine delle autorità francesi si allarga dunque anche all'Italia, dove sono scattate immediatamente le verifiche della Polizia. Gli accertamenti di Digos e antiterrorismo si sono concentrati in particolare sul nome di un tunisino. Bouhlel, secondo quanto hanno ricostruito le autorità di Parigi, aveva infatti una rete di relazioni a Nizza, composta essenzialmente da stranieri di varia provenienza. Uno di essi sarebbe l'uomo su cui sono scattate le verifiche in Italia. Il ministro dell'interno Alfano ha spiegato ieri, nella riunione sul terrorismo con i capigruppo di maggioranza e opposizione, che sono stati i francesi a chiedere i controlli sul presunto complice.

Dato che però non risulterebbe al procuratore nazionale antiterrorismo Franco Roberti, il quale ha dichiarato che "sarebbe opportuno che certe notizie, prima di essere divulgate, venissero fatte circolare all'interno del circuito istituzionale".

Secondo i francesi, l'uomo in contatto con il terrorista di Nizza potrebbe aver fatto da intermediario con la coppia di albanesi. I nostri investigatori hanno scoperto che il tunisino, alcuni anni fa, ha lavorato in Puglia. Le prime verifiche avrebbero però consentito di escludere sia che l'uomo fosse stato in contatto con l'attentatore di Nizza nel periodo trascorso nel nostro Paese, sia che abbia avuto contatti con ambienti del radicalismo islamico.

Tra l'altro sarebbe anche stato accertato che, quando nel 2015 Bouhlel fu fermato alla frontiera di Ventimiglia per un controllo, identificato e fatto passare poiché su di lui non c'era alcun elemento che lo facesse ritenere un soggetto pericoloso, il tunisino fermato ieri a Nizza era già andato via dall'Italia. E' probabile dunque che Bouhlel e il tunisino si siano conosciuti all'arrivo di quest'ultimo in Francia.

Accertamenti sono comunque ancora in corso, per ricostruire l'intera rete di contatti dell'assassino di Nizza in Italia, per accertare se abbia mantenuto legami con qualcuno ancora presente in Puglia e ricostruire i suoi spostamenti. Per questo i controlli sono stati estesi a diversi cittadini di nazionalità tunisina residenti in provincia di Bari. Controlli coordinati dal proratore aggiunto Roberto Rossi, magistrato antimafia che negli ultimi mesi ha aperto diversi fascicoli d'inchiesta proprio sui passaggi sospetti dal porto di Bari e sul ruolo del capoluogo pugliese come base logistica per supporto a foreign fighters. Non è un caso che negli atti di una recente indagine della Dda di Bari sul terrorismo internazionale di matrice islamica, si poneva l'accento sull'analisi dei tabulati telefonici e, soprattutto, sulle "telefonate in arrivo o partenza verso svariati numeri internazionali di Stati esteri tra i quali Iraq, Francia, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Tunisia, Norvegia, Grecia, Svizzera, Romania e Afghanistan". Su queste utenze internazionali erano già state avviate verifiche in collaborazione con gli investigatori dei rispettivi paesi ed è probabile che ora quelle stesse intercettazioni vengano rilette alla luce delle segnalazioni arrivate dalla Francia.