Un pool di magistrati coordinerà le indagini per individuare i responsabili della strage

BARI di Redazione AntennaSud

 

Il procuratore facente funzioni di Trani, Francesco Giannella, costituirà oggi un pool di magistrati che coordinerà le indagini sul disastro ferroviario. In Procura c'è stata una riunione operativa alla quale hanno partecipato tutte le Forze di polizia che stanno indagando sul disastro e tutti i magistrati del suo ufficio. Non si conoscono ancora i contenuti della riunione dalla  quale si attendono decisioni sulla costituzione del pool investigativo e potrebbero già essere iscritti i primi nomi nel registro degli indagati.  L'indagine avviata è per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo nei confronti di persone da identificare. Un errore umano rimane l'ipotesi prevalente della procura di Trani - che valuta comunque tutte le ipotesi, compresa quella del guasto.  

L'indagine della Procura di Trani sul disastro ferroviario avvenuto ieri dovrà accertare non solo chi ha sbagliato, ma se chi ha sbagliato è caduto in errore da solo o se è stato indotto in errore da altri. Dovrà poi verificare l'adeguatezza del sistema di controllo rispetto alle norme in vigore, e i tempi del raddoppio della tratta e di ammodernamento del sistema di controllo del traffico. Lo si apprende da fonti inquirenti tranesi. "Apparentemente abbiamo le idee chiare", dice in serata il procuratore aggiunto Francesco Giannella, che dirige l'inchiesta. "Questo significa che lavoriamo sull'errore umano o su quello che lo ha determinato o semplicemente sulle istruzioni che sono state date al personale".    Al momento il fascicolo della Procura è stato aperto per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario a carico di ignoti. "Non ci sono indagati, almeno per ora ma l'iscrizione nel registro degli indagati delle prime persone è questione di ore. Le indagini sono condotte dalla Polfer. Tornando alle cause e alle responsabilità, fondamentale sarà la documentazione che la società di trasporti Ferrotranviaria sta raccogliendo in particolare nelle due stazioni di partenza dei treni, Andria e Corato.   Il direttore generale della società che gestisce il trasporto Bari-Nord, Massimo Nitti, ha annunciato che è stata già istituita una commissione di indagine interna" e che "sono stati avviati interrogatori preliminari del personale". "Abbiamo acquisito i tracciati degli apparati centrali - ha detto Nitti - sono stati ritirati i registri dei fonogrammi delle due stazioni e le registrazioni delle telefonate del personale coinvolto". "Poi - ha aggiunto - metteremo le cose in fila per capire cosa non è andato e perché entrambi i treni sono partiti". Tutta la documentazione sarà messa a disposizione della magistratura inquirente. Indicazioni arriveranno anche dalle scatole nere dei due convogli per capire a che velocità viaggiassero e se sia stata tentata una frenata". "Si tratta di convogli modernissimi - ha detto Nitti - uno del  2005 e l'altro del 2009, dotati di sistemi frenanti efficienti". "La sfortuna ulteriore - ha aggiunto - è stata che lo scontro è avvenuto in curva, quindi nessuno dei due macchinisti è riuscito ad attivare in tempo il sistema frenante. Se fosse avvenuto anche 200 metr più in là avrebbero fatto in tempo a frenare".    Sotto accusa viene messa da più parti la linea unica. E c'è anche chi punta il dito contro la mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria: in quella tratta, infatti, viene ancora usato il cosiddetto 'blocco telefonico', cioè la comunicazione telefonica del via libera sul binario unico. Oltre all'inchiesta penale e a quella interna all'azienda, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, che si è recato sul posto, ha annunciato che sarà istituita una "commissione di indagine" sulla tragedia. Oggi il ministro riferirà al Parlamento sulla vicenda.