Disastro ferroviario, un orrore senza fine: 23 morti, 4 dispersi e più di 50 feriti

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Sono andati avanti tutta la notte le operazioni di rimozione dei rottami dei due treni regionali coinvolti nell' incidente ferroviario avvenuto ieri tra le campagne di Andria e Corato. Sono servite diverse ore per disincastrare i due convogli ridotti ad un ammasso di rottami. Le lamiere sono state adagiate in un terreno adiacente, tra gli uliveti. Altri rottami sono ai lati dei binari. Sulle rotaie ora sono rimasti solo due vagoni.    I vigili del Fuoco, che hanno operato con  una gru, hanno rimosso le carcasse dei due treni. Servirà più tempo invece per ripristinare la circolazione ferroviaria sulla linea tra Bari e Barletta. Ma intanto dopo le scene appocalittiche del disastro ferroviario di ieri che hanno fatto il giro del mondo, questa mattina al Policlinico di Bari il pietoso riconoscimento delle salme da parte dei parenti delle vittime. All'obitorio del nosocomio barese ci sono solo 23 salme. 

Un botto impressionante, tanta polvere, e poi chi ha potuto farlo con i propri mezzi è venuto giù velocemente da quelle lamiere incartocciate, portatrici di morte. Ai lati del binario unico della linea Ferrotranviaria - al confine tra i comuni di Andria e Corato e le rispettive province di Bat e di Bari - i primi soccorritori hanno trovato una scena drammatica: il treno proveniente da Corato (partito una mezzoretta prima da Bari e diretto a Barletta) dopo lo scontro sul filo dei 100 all'ora con un convoglio con destinazione opposta è quasi decollato, adagiandosi per metà sul tetto della prima vettura proveniente dall'altro senso. L'impatto è avvenuto nel territorio di Andria, in località 'Boccareto', ai confini con Corato.    "Nella sfortuna almeno il fatto che in questo periodo, con scuole e università chiuse, ci sono tanti pendolari in meno" l'amara constatazione del direttore generale di Ferrotranviaria, Massimo Nitti, il quale vedendo quell'ammasso di lamiere ha commentato: "uno di quei due treni è di troppo, non doveva essere lì".    Invece a metà di una lunga curva, rendendo perciò quasi impossibile il tentativo in extremis di rallentare la marcia dei due treni, il tragico impatto. Tra filari di ulivi, ammassati nella campagna circostante, i primi soccorritori hanno visto passeggeri svagati, intontiti, impauriti e in preda allo choc che ciondolavano senza meta. Fra di loro anche numerosi feriti. Vigili del Fuoco, ambulanze, Protezione Civile, polizia, carabinieri, vigili urbani, hanno con molta fatica raggiunto la zona perché il luogo dello scontro si trova ben nascosto, dopo un lungo percorso di strade interpoderali non asfaltate. Difficoltà superate con slancio e coraggio dai soccorritori, arrivati con tutti i mezzi possibili, dalle ambulanze agli elicotteri, atterrati nella polvere rossa della terra arata dei campi.     Tra le scene più commoventi tra quelle raccontate dai soccorritori quella di una donna che abbracciava forte a sé il figlioletto, entrambi scampati alla carneficina. Vittime e feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona, alcuni - i più gravi - in elicottero sino a Bari. La zona del tragico impatto è stata transennata ed è diventata off limits per tutti quanti. Colleghi dei due macchinisti - non ancora ufficialmente riconosciuti tra le vittime ma dati ufficiosamente per deceduti - hanno assistito per tutta la giornata, da lontano, alle operazioni fatte dai vigili del fuoco per sventrare le lamiere contorte delle due vetture di testa. Uno dei due macchinisti domani aveva un appuntamento speciale, da non mancare: il matrimonio della figlia nel municipio di Andria. Quando si dice la fatalità.   L'arrivo della notte non ha fermato l'attività dei soccorritori: in serata il treno proveniente da Bari e diretto a Barletta è stato adagiato al di fuori dei binari e liberato dalla morsa in cui era finito incastrato a causa dell'impatto con il convoglio che percorreva la tratta opposta. I vigili hanno lavorato incessantemente per tutta la notte anche al buio, con l'ausilio dei riflettori, per aprire le lamiere dove non si teme ci possano essere ulteriori corpi.