C'è il contratto, revocato sciopero netturbini di 48 ore

ROMA di Redazione AntennaSud

 

Revocato lo sciopero di 48 ore dei lavoratori delle aziende pubbliche del settore igiene ambientale, che avrebbero incrociato le braccia mercoledì e giovedì.

Dopo l'annunciato rinvio a mercoledì 13 e giovedì 14, lo sciopero nazionale dei netturbini è stato revocato a seguito dell'intesa siglata per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle aziende pubbliche dell’igiene ambientale aderenti a Utilitalia.

Scongiurata dunque la temuta sospensione del servizio di spazzamento e raccolta rifiuti per 48 ore, nel periodo più caldo dell'anno, con tutte le conseguenze igieniche che purtroppo ben conosciamo.

A dare notizia della revoca dello sciopero sono Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel. Resta invece confermata l’astensione dal lavoro nelle stesse date per i lavoratori delle aziende private aderenti a Fise-Assoambiente.

Il contratto, che decorre dal 1° luglio 2016 e scade il 30 giugno 2019, riguarda circa 50mila lavoratori addetti al settore e attendeva di essere rinnovato da 30 mesi.

«Siamo molto soddisfatti del risultato – dichiarano le organizzazioni sindacali nazionali – che è stato ottenuto anche grazie alla massiccia adesione dei lavoratori ai due scioperi nazionali del 30 maggio e 15 giugno scorsi, nonché grazie al contributo offerto dall’Anci. Questa intesa contribuisce al rilancio del settore, migliorando la qualità dei servizi ai cittadini».

«L’intesa – spiegano Fp, Fit, Uilt e Fiadel – prevede un aumento a regime di 120 euro e un’una tantum per la vacanza contrattuale di 200 euro in due parti. Inoltre nei 120 euro sono inclusi contribuiti per il welfare contrattuale a totale carico dell’azienda e distribuiti come indennità integrativa, la previdenza complementare generalizzata, l’assistenza sanitaria integrativa, il fondo di solidarietà bilaterale e il fondo salute e sicurezza».

«Tra le altre cose l’intesa rafforza la clausola sociale a tutela dei lavoratori nei cambi di appalto e nei casi di licenziamento individuale. “Il prossimo passo – precisano i sindacati – è sottoporre l’intesa a consultazione certificata dei lavoratori, come previsto dal testo unico sulla rappresentanza 10 gennaio 2014. A questo punto auspichiamo – concludono le organizzazioni sindacali – che anche Fise-Assoambiente ascolti le richieste dei lavoratori e torni al tavolo di trattativa quanto prima, in modo da giungere a una rapida firma anche del contratto collettivo nazionale delle aziende private».