Sanità non se ne può più, a Bari la protesta dei pensionati contro i tagli

BARI di Redazione AntennaSud 

 

“Sanità, non se ne può più!”, il messaggio inviato dai pensionati pugliesi al governo regionale e a quello nazionale è netto. Ieri in piazza San Ferdinando a Bari,  la manifestazione regionale organizzata dai sindacati dei pensionati. 

Non solo critiche ma proposte concrete quelle che tre sindacati  Cgil, Cisl e Uil hanno riportato in un documento unitario indirizzato al presidente della Regione Puglia.  Con  un servizio sanitario pubblico minacciato dai tagli a causa dei quali diminuiscono i servizi, cresce il disagio sociale e cresce anche il numero dei pensionati che rinunciano alle cure.  Per i sindacati è necessaria la riorganizzazione del 118 e dei pronto soccorso, attraverso una rete più efficace tesa alla protezione del cittadino, che subendo i tagli è costretto sempre più a rinunciare a curarsi”. “Il piano di riorganizzazione ospedaliera in Puglia rischia di produrre più danni che benefici. Dopo i tagli e le chiusure delle 22 strutture ospedaliere del precedente piano di rientro, i servizi di medicina e assistenza territoriali alternativi sono rimasti insufficienti o inesistenti. Tutto questo non fa che cronicizzare problemi gravi come i tempi delle liste d’attesa, troppo lunghi per le persone anziane e non autosufficienti, che sono le più fragili, nella popolazione, dal punto di vista della salute. In Puglia gli ultra 65enni sono più di 850mila, pari al 21 percento della popolazione complessiva. Se pensiamo che di questi si stima che circa 100mila stiano vivendo in condizioni di disagio economico, capiamo quanto sia inaccettabile far passare ancora tagli e penalizzazioni per chi è più debole, economicamente e fisicamente. Non è tollerabile il taglio delle ore di guardia medica previste nel piano nazionale! Chiediamo al governo della Regione Puglia di abbandonare i libri contabili e di occuparsi della vita reale delle persone!”.