Ivan non si è impiccato, i genitori del dj salentino non credono nel suicidio

LECCE di Redazione AntennaSud 

 

I genitori di Ivan Navi, il dj trovato impiaccato ad un albero il 21 giugno dello scorso anno nell campagne del Salento, non credono al suicidio del figlio. Per queste ragioni hanno chiesto la riesumazione della salma da sottoporre ad esaem autoptico. Troppi dubbi sul quella morte.  

Si chiamano Rita Bortone e Sergio Martella e sono una coppia di Racale, piccolo comune nel Sud Salento. Ivan, figlio di Rita cui Martella ha fatto da padre sin da piccolo, dj e cantautore 33 enne, conosciuto in arte come Ivan Navi, il 21 giugno dello scorso anno venne trovato impiccato ad un albero nelle campagne di Acquarica del Capo. I genitori non credono al suicidio e per questo hanno chiesto la riesumazione della salma perché venga effettuata l'autopsia che all'epoca non venne mai disposta.   La mamma è sicura che dietro quella morte ci sia dell'altro, nella camera da letto del ragazzo non  sono mai stati trovati elementi che possano avvalorare l'ipotesi del suicidio.  Ne è convinto anche Sergio Martella. "L'unica cosa che attesta il suicidio é una lettera di addio che i carabinieri hanno rinvenuto nella sua auto, scritta peraltro al computer senza data. Secondo il padre quella lettera non l'ha scritta Ivan, persino la calligrafia che compare sulla busta non sarebbe la sua, ma per i carabinieri invece non c'erano dubbi: si era trattato di un suicidio".  La coppia teme che "fretta e incuria" possano avere compromesso prove importanti. Al momento il fascicolo d'inchiesta aperto dalla Procura di Lecce é a carico di ignoti per istigazione al suicidio ma il legale della famiglia, assicura di aver raccolto in queste settimane degli elementi tali da far ipotizzare anche l'omicidio.