Sanità, no a processo di revisione per Cavallari

BARI di Redazione AntennaSud 

 

No alla revisione del processo a carico dell'ex re della sanità privata Francesco Cavallari. La Corte d'Appello chiude l'appello ad un nuovo giudizio sul patteggiamento per mafia. L'imprenditore che vive da anni a Santo Domingo aveva chiesto la ridefizione della pena essendo l'unico condannato in base all'articolo 416 bis.  

 

La Corte di appello di Lecce ha rigettato la richiesta di revisione del processo a carico dell'imprenditore Francesco Cavallari che nel 1995 patteggiò una condanna a 22 mesi di reclusione per associazione mafiosa, falso in bilancio, abuso e corruzione. Ai giudici salentini la Cassazione, accogliendo il ricorso dei difensori di Cavallari, gli avvocati Mario Malcangi e Franco Coppi, aveva chiesto di esaminare la richiesta di revisione. Le motivazioni della sentenza con cui la Corte di appello ha oggi rigettato tale richiesta si conosceranno fra 90 giorni. La difesa ha già annunciato che impugnerà la decisione. Il procedimento è quello sui presunti intrecci tra mafia, affari e politica nella sanità pugliese. Sulla vicenda pende ancora il ricorso in Cassazione contro il non luogo a procedere per prescrizione nei confronti di Paolo Biallo, direttore amministrativo delle ex Ccr, nonché cognato di Francesco Cavallari e del boss barese Savino Parisi, uno degli stralci del procedimento 'Speranza', che rispondevano del reato di associazione mafiosa in concorso con Cavallari e che non sono mai stati giudicati nel merito perché i reati erano prescritti prima ancora che iniziasse il processo.