Mazzette a Brindisi, Consales e Screti rischiano il processo

BRINDISI di Redazione AntennaSud

 

A Brindisi concluse le indagini sugli episodi di corruzione che hanno visto il coinvolgimento del sindaco Mimmo Consales per una tangente che il primo cittadino avrebbe incassato dall’imprenditore Luca Screti in cambio dell’assegnazione dell’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr alla ditta Nubile.

I verbali degli interrogatori dell’imprenditore Luca Screti sono diventati fonte di prova della corruzione nei confronti dell’ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales. Non solo la tangente da trentamila euro, versata in tranche, ma anche l’inserimento alle dipendenze della società, di persone vicine o comunque segnalate dall’ex primo cittadino. La Procura brindisina negli avvisi di conclusione delle indagini non solo ha confermato i fatti che hanno portato all’arresto di Consales  il 6 febbraio scorso, ma ha esteso la corruzione alle assunzioni che l’ex primo cittadino  avrebbe chiesto alla Nubile. Per Consales e Screti   si apre dunque la strada del processo. Avvisi di conclusione delle indagini anche per Massimo Vergara, il commercialista dell’imprenditore brindisino, rimesso subito in libertà per aver mostrato “un atteggiamento collaborativo” e ancora a Marcello Caramuscio, in relazione al ruolo di direttore tecnico dell’impianto di Cdr. La vera novità è legata all’accordo corruttivo tra Consales e Screti sulla base dei verbali resi da quest’ultimo, in aggiunta alle dichiarazioni rese dall’ex assessore allo sport Antonio Giunta.  Non ci fu solo la mazzetta che Screti diede a Consales, in busta chiusa tramite Vergara, negli uffici di Palazzo Nervegna, mazzetta finanziata con l’indennità da amministratore unico, ma anche assunzioni di persone che Consales aveva indicato chiedendone una sistemazione. Nomi, circostanze e date sono state riferite dallo stesso Screti al pm, nel corso degli interrogatori fiume che potrebbero essere motivo di richiesta di riti alternativi.