Piano di Riordino Ospedaliero, i dubbi del centrodestra pugliese

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Le opposizioni di centrodestra nel Consiglio regionale della Puglia esprimo riserve sul piano di riordino ospedaliero, dopo il via libera ottenuto nell'ultimo confronto tra i rappresentanti dei Ministeri della Salute e dell'Economia ed il direttore del dipartimento Salute della Regione, Giovanni Gorgoni.   

 

 

Il ministero ha dato il via libera al piano di riordino ospedaliero, ma con riserva.  Sull'argomento piovono critiche dei moderati. In particolare dei Conservatori e Riformisti secondo i quali una bocciatura avrebbe dato l'idea di un conflitto tra due governi dello stesso colore politico. Per i fittiani il piano varato dalla Regione fornisce una risposta disorganica e disomogenea per quanto riguarda i posti letto per specialità medica sui territori, non si occupa di disegnare la rete dell'emergenza-urgenza, le reti tempo-dipendenti e le reti per patologia. Non affronta il tema della continuità ospedale-territorio e non è supportato da nessuna valutazione di sostenibilità economico-finanziaria". Il Cor si rivolge al ministro della salute Lorenzin manifestando tutte le preoccupazioni su un documento che a parer loro fa acqua da tutte le parti. La Giunta regionale, aggiunge il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta, brancola nel buio, tra una approvazione del Piano di Riordino solo di facciata e l'incertezza che regna nella definizione della rete ospedaliera. La verità è che la Puglia è stata rimandata e la vera promozione giungerà solo e se si adempirà alla lunghissima e corposissima lista di obblighi redatta dal ministero". "Il governo dà il via libera al Piano di Riordino, subordinando il sì - aggiunge il capogruppo di Forza Italia, Andrea Caroppo – ad una serie di condizioni ed ulteriori tagli al servizio. E' bene fare un po' di calcoli: Vendola ha chiuso 22 ospedali e Emiliano 8 (per ora). Arriviamo a quota 31, ma non contenti dal centrosinistra romano chiedono uno sforzo in più: chiudete più reparti.