Erdemir, i turchi fanno un passo indietro per l'Ilva di Taranto

TARANTO di Redazione AntennaSud 

 

La partecipazione del gruppo turco Erdemir al salvataggio dell'Ilva è sempre più in dubbio. Le parole del partner turco Pandir unite a quelle dell'industriale Arvedi di ieri scombinano il quadro finora delineato con sostanzialmente due cordate in corsa.

 

Dopo le dichiarazioni di ieri di Giovanni Arvedi che si era detto pronto ad andare avanti anche da solo senza il partner turco, il passo indietro è arrivato. La partecipazione del gruppo turco Erdemir al salvataggio dell'Ilva è quindi sempre più in dubbio. Il presidente Ali Pandir ha detto in un'intervista al canale televisivo BloombergHt che non verrà presentata alcuna offerta vincolante entro il termine del 30 giugno. Il gruppo resta comunque ancora alla finestra, mantenendo interesse a partecipare alla procedura di vendita dei complessi aziendali dell'Ilva, ma se deciderà di entrare nella partita lo farà a novembre quando saranno passati i 120 giorni concessi alla troika di esperti istituiti dall'ultimo decreto Ilva per pronunciarsi sulla bontà dei piani ambientali e di riconversione che i concorrenti devono presentare al momento dell'offerta. Le ragioni del passo indietro sarebbero, secondo le parole di Ali Pandir, nel fatto che al momento non ci sarebbero "informazioni abbastanza solide per partecipare all'offerta del 30 giugno". Secondo Pandir il gruppo è comunque interessato a entrare nella procedura, ma solo quanto ci sarà una valutazione sui piani ambientali e quindi un via libera sul progetto che Arvedi presenterà. Di fatto la procedura di gara consente ad Erdemir di intervenire anche in fasi successive. Le parole di Pandir di oggi unite a quelle di Arvedi di ieri scombinano il quadro finora delineato con sostanzialmente due cordate in corsa: da un lato ArcelorMittal-Marcegaglia dall'altro Arvedi-Erdemir con Cdp e la Delfin di Del Vecchio disposte a supportare il progetto ritenuto migliore. Intanto oggi le commissioni attività produttive e ambiente della Camera hanno continuato ad esaminare l'ultimo decreto sull'Ilva con una serie di audizioni. Il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno ha chiesto di fare in fretta sul piano ambientale e di fare chiarezza su dati e informazioni circa il rischio sanitario e ambientale. "I cittadini di Taranto non sono informati - ha detto Stefàno -  questo genera uno stato d'ansia insopportabile, lo dico da medico. Chiedo che ci siano delle autorità nazionali che dicano effettivamente le cose come stanno".