Brexit: gli inglesi se ne vanno, non credono nell'Ue. Fitto:"non è un disastro"

BARI di Redazione AntennaSud 

 

In primo piano i commenti a caldo subito dopo il risultato del referendum britannico. Gli inglesi escono dall’Unione europea. E quella venuta fuori dalle urne  è una decisione che per alcuni appare disastrosa e rischia di essere l'inizio della disgregazione europea. 

Il primo dei parlamentari pugliesi a commentare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio della Camera. Secondo Boccia, inizierà la disgregazione del Regno Unito, rispetto a Irlanda e Scozia che si sono espresse in maniera opposta. Ma la politica europea oggi ha una sola strada da percorrere, creare l'Europa politica mettendo insieme debiti, fisco e welfare. Diversamente c’è il rischio concreto di trascinare la UE indietro di settant'anni. Bisogna prendere atto di un fallimento e di un'idea di Europa che i cittadini non vogliono più. Se vogliamo salvare l’idea stessa di Europa è il momento di prendere decisioni politiche  non più rinviabili, cosa che la UE in questi dieci anni non ha fatto e oggi si pagano le conseguenze.  Per Raffaele Fitto, leader dei conservatori e riformisti,  si apre una fase complessa, ma il coro cupo di queste ore  è fuori luogo. La Brexit non è un disastro, ma - al contrario secondo Fitto - può essere un'opportunità. Cameron aveva seguito la via giusta con la rinegoziazione, chiedendo di cambiare regole e trattati. Ma a Bruxelles hanno fatto orecchie da mercante. Occorre dunque una nuova rinegoziazione complessiva, che riguardi tutti, Italia inclusa. Bisogna anche dire – ha sottolineato Emiliano - che il carrozzone europeo così come è fatto, è impresentabile e ha determinato una reazione popolare, sicuramente irrazionale, ma che avremmo potuto evitare facendo un lavoro più coerente con i fini dell’Unione europea. E sinceramente per arrivare a questo passaggio nessuno lavora: sono tutti interessati ad avere vantaggi economico-finanziari con un ruolo nell’Ue, ma nessuno lavora a costruire un’unità politica che crei un vero popolo europeo":