Brexit:  cosa rischia il "made in Puglia", l'allarme di Confartigianato

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Ben 204,9 milioni di euro. Ecco quanto vale il made in Puglia nel mercato britannico. È quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia. In particolare, le aziende della provincia di Bari esportano beni per un valore pari al 71,5 per cento del totale dell'export pugliese. Vediamo quali sono i rischi per le esportazioni pugliesi.  

 

I dati elaborati dal centro studi regionale di Confcommercio  dà l’idea di quanto il Regno Unito rappresenti un partner commerciale importante per le  imprese pugliesi. Le conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea sono tutte da valutare. Non si conoscono le ricadute sull’economia reale, visto l’indebolimento di quell’area di libero scambio che ha rappresentato il vero punto di partenza dell’Europa per come la conosciamo oggi. Il rischio è quello di tornare indietro di decenni, passando da una situazione di libera circolazione di merci e lavoratori ad una frattura profonda, con la chiusura dei mercati e il ripristino di dazi. Si teme un catastrofico effetto domino, ma non è un segreto che anche i cittadini e le imprese italiani vedano l’Europa come una fonte di problemi ed oppressione burocratica. La percezione, a volte drammaticamente veritiera, è che nell’attuale strutturazione la UE sia macchinosa, poco trasparente e poco efficiente, incapace di rappresentare un supporto per le imprese, specie quelle piccole e medie, e per i cittadini. Ma senza l’Unione Europea sarebbe ben maggiore il numero di imprenditori falcidiati dalla crisi, così come sarebbe ben minore il numero di investimenti che le imprese, anche quelle pugliesi, sono riuscite ad effettuare negli ultimi anni solo grazie allo stanziamento dei Fondi comunitari. Pertanto pur nella sua traumaticità, ci si auspica che questo abbandono possa essere un punto di partenza per rilanciare la collaborazione dei Paesi che fanno parte della Comunità.