Cittadini cinesi vivevano e lavoravano  tra rifiuti in capannone, intervengono i Carabinieri a Trani

TRANI di Redazione AntennaSud

 

 

Lavoravano e in realtà vivevano tra rifiuti e addirittura materiale infiammabile in un capannone nella zona industriale di Trani. 30 cinesi sono stati trovati a vivere e lavorare in condizioni precarie dai carabinieri del reparto provinciale di bari. I militari hanno sequestrato l'immobile e segnalato i proprietari alla Procura di Trani.

Non solo lavoravano in condizioni disumane, ma addirittura vivevano in quelle condizioni. Una 30ina di cinesi  sono stati trovati dai carabinieri all’interno di un prefabbricato di diverse centinaia di metri quadri in condizioni di scarso igiene e costipati. Eloquenti le immagini dei locali adibiti a refettorio, dormitorio e servizi igienici: carente la pulizia generale, disordine e rifiuti  ovunque il tutto frammisto ad alimenti e persino a taniche contenenti materiale infiammabile. Accertata anche la variazione della destinazione d’uso di molti dei locali del capannone, che ad un esame della documentazione dovevano essere destinati all’uso commerciale ed invece sono stati tramutati in stanzoni, fatiscenti servizi igienici e caotiche sale mensa. Particolarmente accentuato il degrado delle aree adibite a dormitorio, spesso sprovviste persino di luce e di finestre, laddove le maestranze di nazionalità cinese dormivano su letti e materassi di fortuna, spesso poggiati sul pavimento tra cumuli di indumenti e materiali di varia natura. I Carabinieri della Stazione di Trani hanno sequestrato il capannone che si trova nella zona industriale di Trani. Il provvedimento, notificato al proprietario dell’immobile senza facoltà di utilizzo neppure per i macchinari in esso contenuti, scaturisce da un controllo operato nell’ambito della campagna di contrasto dell’impiego di manodopera in violazione della normativa sul lavoro operato nel novembre scorso: unitamente allo Spesal di Trani ed alla Polizia Locale. Indagati il proprietario ed al locatario dell’immobile, entrambi tranesi, insieme al titolare d’impresa, quest’ultimo residente nel vicino Comune di Ruvo di Puglia, ma di nazionalità cinese. Al termine delle operazioni di constatazione dello stato attuale dei luoghi, i cittadini di nazionalità cinese, tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale, sono stati invitati a lasciare la struttura, alla quale sono stati apposti i sigilli in attesa che il procedimento penale faccia il suo corso ed al fine di evitare ulteriori e ben più gravi conseguenze derivanti dalla prosecuzione dell’attività d’azienda.