Ilva, Arvedi: "Avanti anche senza Erdemir. Ilva sarà quotata in borsa"

ROMA di Redazione AntennaSud

 

 

"Non c'e' più spazio per guerre fra poveri ma c'e' spazio per accordi intelligenti per un futuro migliore". Lo ha detto Giovanni Arvedi, imprenditore lombardo presidente dell’omonimo gruppo a margine dell’audizione in Senato parlando con i giornalisti dell’accordo di governance in vista della gara per l’acquisizione dell’Ilva.

"Noi andiamo avanti anche senza Erdemir". Così' Giovanni Arvedi, l'industriale lombardo e presidente dell'omonimo gruppo a margine dell'audizione in Senato parlando con i giornalisti dell'accordo di governance e il memorandum siglato con il gruppo turco in vista della gara per l'acquisizione dell'Ilva. Parlando poi di una possibile cordata italiana Arvedi ha detto: "Non c'e' più spazio per guerre fra poveri ma c'e' spazio per accordi intelligenti per un futuro migliore". Arvedi - si legge dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno - ha ribadito la sua stima per la famiglia Marcegaglia e l'apertura verso il gruppo che dirige. Dopo il risanamento dell’Ilva «Il mio progetto - ha proseguito l'industriale - prevede la creazione di una grande società» che gestisca insieme ai siti di Ilva di Taranto, Corneliano e Novi, i siti Arvedi di Cremona e Trieste. «Si creerebbe una società davvero competitiva che potrebbe anche essere quotata in borsa. Questa società sarà aperta ad altri soggetti siderurgici italiani e potrebbe diventare la spina dorsale strategica per l'Italia per la produzione dei prodotti piani». " Sono un cattolico e considero l'inquinamento un crimine». ha poi detto Giovanni Arvedi. «Se non si risolve il problema ambientale a Taranto non si va a produrre» ha aggiunto. Parlando del suo progetto per Taranto Arvedi ha detto: «dopo una prima fase di recupero della situazione attuale, nella quale bisogna ridare fiducia alla città e certezze ai lavoratori, affronteremo il tema del rinnovo del processo industriale». Il nostro progetto prevede una produzione ibrida, mantenendo fissa la produzione integrale e l'attivazione dell’Afo 5 introducendo come riducente il gas. Ma il prezzo del gas dovrebbe scendere a livello di quello americano cioè a 10 centesimi di euro, ora è a venti», ha spiegato Arvedi a margine dell’audizione al Senato. Secondo l'imprenditore lombardo nei prossimi anni anche grazie all’arrivo del gasdotto (Tap) in Puglia, nel Mediterraneo arriverà molto gas a prezzi competitivi.