GDF Bari, blitz ad "Ampio Spettro" frena i piani del clan Misceo e Telegrafo

BARI di redazione AntennaSud

 

 

Associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, rapina, ricettazione, furto aggravato, violazioni in materia di armi, detenzione di armi clandestine e traffico di stupefacenti. Sono i reati contestati a vario titolo a 41 presunti affiliati del clan Misceo-Telegrafo arrestati dalla Guardia di Finanza nell'operazione "Ampio Spettro".

Quarantuno persone arrestate e sequestro di beni mobili e immobili per 3 milioni di euro. Gli arresti sono stati eseguiti nei confronti di presunti affiliati al clan Misceo-Telegrafo. Il blitz è scattato nell'ambito dell'operazione chiamata «Ampio Spettro», delegata ai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari. Le misure cautelari sono state eseguite in tutta Italia: a Bari, Lecce, Foggia, Matera, Napoli, Benevento, Bologna e Prato. Agli indagati, 36 in carcere e 6 ai domiciliari, la Direzione distrettuale antimafia di Bari contesta i reati di associazione mafiosa, omicidi, tentati omicidi, traffico di droga, armi, estorsioni e rapine. Le indagini riguardano fatti risalenti agli anni 2013-2014. Le investigazioni hanno evidenziato come Giuseppe Misceo detto “fantasma” e Arcangelo TELEGRAFO detto “Angioletto” avessero costituito una articolata associazione a delinquere, di stampo mafioso, dedita all’usura, all’estorsione ed al traffico di sostanze stupefacenti, la stessa si è avvalsa anche dell’uso delle armi, compiendo omicidi e vari tentati omicidi, per imporre la propria egemonia sul territorio di competenza, costituito dal quartiere San Paolo di Bari e da alcuni comuni della provincia di Bari, quali Noicattaro e Palo del Colle. E’ stato acclarato come la popolazione fosse stata completamente soggiogata dalla forza di intimidazione del clan MISCEO – TELEGRAFO. Intercettazioni telefoniche, ambientali, appostamenti e pedinamenti, che ha permesso di ricostruire, per il gruppo criminale, la genesi, lo sviluppo, l’imposizione sul territorio, le modalità di organizzazione e le regole e i rapporti tra i compartecipi. Sono stati pertanto individuati i soggetti a capo del clan mafioso e i soggetti strettamente a loro legati, nonché si è ricostruita tutta l’organizzazione che a partire dal 2012 ha posto in essere tutta una serie di reati aggravati dal metodo mafioso. Sin dall’inizio delle investigazioni, con il capo del clan MISCEO Giuseppe, limitato in carcere, sono emerse le posizioni di TELEGRAFO Arcangelo e FRADDOSIO Umberto detto “Cimino”, quali veri e propri reggenti del clan. Altra attività fiorente del clan era il traffico di sostanze stupefacenti e il loro spaccio al minuto operato da una fitta rete di piccoli pusher dislocati in posizioni strategiche dei territori di competenza del clan sia nel Quartiere San Paolo che a Palo del Cole e Noicattaro.  Grazie alle indagini condotte, i finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari sono riusciti ad evitare escalation di faide interne ed esterne sottraendo al clan armi e munizioni che sarebbero serviti per agguati o per azioni intimidatorie dirette a consolidare l’autorità del clan soprattutto nel quartiere San Paolo di Bari, territorio di conquista dove storicamente si sono verificate diverse contese tra le varie famiglie criminali egemoni sul territorio barese.